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Siccità, il 2018 parte malissimo, al Sud 45% di piogge in meno
di Redazione

L’analisi di Coldiretti sui dati Ucea di gennaio ha fatto scattare un nuovo allarme. “Si aggrava situazione compromessa nel 2017, anno più secco dal 1800”

Tags: Siccità, Sicilia



PALERMO - Il 2018 si è aperto con circa un terzo di precipitazioni in meno (-29%) rispetto alla media storica con crolli del 50% nel Centro Italia e del 45% nel Mezzogiorno mentre nel Nord si è verificato un aumento del 5% anche grazie alle abbondanti nevicate. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea a gennaio, che ha fatto scattare l’allarme siccità con situazioni preoccupanti come in Sicilia, dove il Consiglio dei Ministri ha addirittura dichiarato lo stato di emergenza.
 
“Si aggrava infatti - sottolinea la Coldiretti - una situazione già compromessa con il 2017 che si è classificato in Italia come l’anno più secco dal 1800 con precipitazioni inferiori del 31% la media storica. Mancanza di acqua - sottolinea la Coldiretti - si fa sentire soprattutto nelle campagne dove le piante da frutto in fase di rigonfiamento delle gemme o già fiorite per effetto del caldo hanno bisogno di acqua, ma in sofferenza c’è anche il frumento e a rischio ci sono le semine e i trapianti primaverili come il mais e gli ortaggi. Non mancano tuttavia le preoccupazioni anche per gli usi civili come a Palermo”. “La situazione - continua la Coldiretti - è grave in tutta l’Isola dove le sementi non sono germinate con il rischio di un pesante impatto sulla raccolta di grano duro, mentre sulle piante la dimensione delle arance è diminuita con un calo dei prezzi di vendita, nonostante sia stato necessario ricorrere alle irrigazioni di soccorso”.
 
“E anche gli ortaggi - spiega l’associazione dei coltivatori diretti - si irrigano come se fosse giugno. Gli allevatori stanno finendo le scorte di fieno e materie prime per l’alimentazione degli animali soprattutto nelle aree interne con effetti sulla raccolta del latte. L’andamento schizofrenico dell’inizio dell’anno è confermato anche dal caldo anomalo con le temperature massime che sono risultate di 3,3 gradi superiori alla media storica che hanno provocato la fioritura anticipata delle piante da frutto”. Una finta primavera che ha risvegliato gli alberi con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano di essere compromesse nel caso del possibile ritorno del freddo.
 
“Siamo di fronte - conclude la Coldiretti - alla conferma i cambiamenti climatici in atto che si stanno manifestando in Italia con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che lo scorso anno ha subito perdite record per 2 miliardi di euro con effetti sull’occupazione e sul carrello della spesa degli italiani”.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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