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Quotidiano di Sicilia

Erasmus plus, il Miur stanzia 124 milioni
di Liliana Rosano

30 anni di successi per il programma di scambi internazionali tra studenti. Gli incentivi: più soldi in cassa e contributo integrativo

Tags: Erasmus, Miur, Università



ROMA - Sono passati 30 anni da quando il progetto Erasmus è stato avviato dalla Commissione Europea cambiando per sempre il destino di molti studenti, che da quel 1987 , hanno deciso di trascorrere un periodo di studi in un altro stato europeo imparando una lingua e una cultura diversa.
 
Oggi, dopo 30 anni, il progetto Erasmus, che nel frattempo è diventato Eramus+, allargandosi con la possibilità di svolgere un tirocinio per gli studenti e la formazione per i docenti, continua a crescere creando una mobilità in costante aumento.
Vengono soprattutto dalla Spagna, Polonia Germania e Portogallo, gli studenti che decidono di tracorrere un periodo di studio e tirocinio negli atenei di Messina e Catania.
 
A Catania, i flussi di mobilità sia in entrata che in uscita degli studenti e dello staff, hanno segnato un +42% nel 2016/2017, rispetto all’anno accademico precedente.
 
La Spagna è in testa come meta preferita scelta dagli studenti etnei, seguita dalla Polonia e dalla Germania. Da questi stessi paesi provengono studenti e tirocinanti che scelgono il capoluogo etneo.
 
Nell’ateneo catanese, si sono siglati nel 2017 ben 759 accordi: 679 di studio e 80 di rtirocinio, sono arrivati 236 studenti contro i 179 dell’anno accademico 2015-2016 mentre da Catania sono partiti 447 iscritti contro i 386 dell’anno precedente. Per quanto riguarda lo staff: a Catania sono arrivati 109 docenti e ne sono partiti 33.
 
Secondo la professoressa Adriana Di Stefano, coordinatrice istituzionale Erasmus per l’ateneo di Catania, “i dati sulla mobilità Erasmus + nell’ateneo di Catania sono in crescita. Un esempio: all’incremento complessivo di circa il 40 % dei flussi negli ultimi due anni accademici, si accompagna un aumento dei mesi che gli studenti stranieri trascorrono a Catania, molto spesso prolungando i loro programmi formativi fino a due semestri consecutivi. La strategia di rilancio dell’offerta formativa internazionale prevede un aumento degli insegnamenti e di interi corsi di studio erogati in lingua straniera. Con la riaffermazione dell’idea che la generazione Erasmus si muove per studiare e conoscere diverse culture, modelli di insegnamento e lingue europee.
 
In quest’ottica, gli studenti stranieri apprezzano anche il valore dei corsi in lingua italiana che hanno occasione di studiare e praticare nelle aule universitarie. È importante confermare infine la volontà dell’ateneo di destinare nuove risorse per promuovere la mobilità europea degli studenti più meritevoli e di quelli in condizioni socio-economiche svantaggiate”.
 
Anche a Messina si registra un aumento della mobilità. Nel 2016/17 sono arrivati 151 studenti contro i 103 dell’anno precedente e sono partiti 261 ragazzi mentre nel 2015/16 erano 253, segnando un aumento complessivo del 15,7%.
I docenti che sono andati in altri atenei europei sono stati 96 e a Messina ne sono invece arrivati 38 segnando un aumento complessivo della mobilità dei docenti del 52,3% rispetto all’anno precedente.
Nell’ateneo peloritano, la Spagna è la meta più gettonata, seguita da Polonia e Portogallo.
 
Visto il successo e la popolarità di questo progetto, il Miur ha intenzione di dare un’accelerata all’Erasmus e consentire a una fetta più ampia della popolazione studentesca di effettuare un periodo di studi all’estero.
Due sono i passi in avanti effettuati: più soldi in cassa con uno stanziamento di 124 milioni e regole precise per le università, con la possibilità di poter fare l’Erasmus anche due volte.
 
Ci saranno più soldi per gli studenti con condizioni economiche svantaggiate.
Se, infatti, l’importo della borsa di studio è stabilito ogni anno dall’Agenzia Nazionale Erasmus, è prevista anche l’erogazione di un contributo integrativo di ateneo il cui importo viene fissato di anno in anno . Nel decreto ministeriale è prevista un’integrazione delle borse Erasmus dai 150 euro al mese per chi ha un Isee fra 40 mila e 50 mila euro, ai 400 per chi ha un Isee sotto i 13 mila euro. 
Altra novità: almeno il 50% della borsa sarà erogato prima della partenza, un’altra misura in favore di chi parte da condizioni meno vantaggiose.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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