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Quotidiano di Sicilia

Bando Ocm vino, 1060 progetti approvati e contributi per 42 mln
di Michele Giuliano

La Regione approva la graduatoria e finanzia progetti per la riconversione e ristrutturazione dei vigneti. Isole minori e aree vitivinicole del “Doc”, tra le zone ad alta valenza ambientale

Tags: Vino, Vigneto, Sicilia, Doc



PALERMO - È stata approvata la graduatoria definitiva che distribuisce ben 42 milioni di euro ai produttori vitivinicoli siciliani che ne hanno fatto richiesta per avviare attività di riconversione e di ristrutturazione dei vigneti. Con il decreto 130/2018 pubblicato in questi giorni, l’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, ha reso pubblico l’elenco definitivo degli imprenditori singoli e delle ditte che avranno accesso ai fondi relativi al bando Ocm Vino, misura “Riatrutturazione e riconversione vigneti”.
 
In graduatoria hanno trovato spazio ben 1.060 progetti, distribuiti su tutte le province, per una superficie totale interessata di oltre 2.835 ettari di terreno, e una spesa complessiva di 88 milioni di euro, dei quali saranno finanziati all'incirca il 50 per cento, per un totale di 42 milioni di euro come detto.
 
Si tratta nella grandissima maggioranza dei casi di piccoli progetti, che non superano le poche decine di migliaia di euro, ma che permetteranno a tanti piccoli produttori di migliorare la propria attività lavorativa. Solo in pochi casi il contributo supererà il centinaio di migliaia di euro, e si tratta di aziende con attività molto più allargate. Con questi progetti e i relativi finanziamenti i produttori potranno lavorare alla riconversione e alla ristrutturazione dei vigneti nell’ambito della Ocm vino. Con questa operazione sarà possibile soprattutto ammodernare i vigneti dell’isola, distinguendo tra riconversione varietale, che consiste nel reimpianto sullo stesso appezzamento o su un altro appezzamento, con o senza la modifica del sistema di allevamento, di una diversa varietà di vite, ritenuta di maggior pregio enologico o commerciale, o nel sovrainnesto su impianti ritenuti già razionali per forma di allevamento e per sesto di impianto e in buono stato vegetativo.
 
La ristrutturazione, invece, consiste nella diversa collocazione del vigneto attraverso il reimpianto del vigneto stesso in una posizione più favorevole dal punto di vista agronomico, sia per l'esposizione che per ragioni climatiche ed economiche, o nel reimpianto del vigneto attraverso l’impianto nella stessa particella ma con modifiche al sistema di coltivazione della vite. Ancora, sarà possibile investire sul miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti attraverso operazioni di razionalizzazione degli interventi sul terreno, delle forme di allevamento, esclusa l’ordinaria manutenzione.
 
In questo ultimo bando, l’importo medio del contributo unitario per ettaro è stato rivisto e innalzato, mentre l’Unione Europea non ha più consentito la possibilità di graduatorie specifiche per le riserve dove rientravano i territori sensibili che praticavano la viticoltura di montagna, in forte pendenza o nelle piccole isole, che erano finanziabili extra graduatoria. Un problema non indifferente, perché si tratta spesso di zone dalla ridotta dimensione ma dalle peculiarità di produzione e di qualità elevata, che però richiedono una quantità di fondi maggiorata rispetto alla produzione negli altri territori regionali.
 
Per continuare a tutelare anche questo tipo di viticoltura sono state quindi inserite le zone ad alta valenza ambientale, che comprendono le isole minori e le aree vitivinicole di pregio inserite nelle Doc riconosciute, dove si pratica la viticoltura a gradoni e a terrazzamento in zone montane superiori a 500 metri sul livello del mare.
Le zone ad alta valenza ambientale hanno ricevuto un punteggio superiore ed un contributo pubblico del 65%.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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