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Quotidiano di Sicilia

Scuole siciliane, 3 su 4 a rischio crolli
di Roberto Pelos

Anagrafe regionale edilizia scolastica 2017: 2.902 istituti su 3.869 non adeguati alla normativa antisismica. Il 71% senza certificato di agibilità, il 56% senza antincendio. Dal Miur arrivano 76,8 mln

Tags: Miur, Scuola, Edilizia



PALERMO - Le strutture scolastiche della nostra regione sono sicure? Agibili? Per capirlo analizziamo i dati, relativi a fine 2017, messi a disposizione dell’Anagrafe regionale dell’edilizia scolastica, aggiornati dagli enti gestori degli edifici (Comuni e Liberi Consorzi di Comuni/Città Metropolitane) sulla piattaforma telematica attivata dal Dipartimento regionale Istruzione e Formazione Professionale.
 
I dati, oggetto di aggiornamento continuo, sono periodicamente trasmessi al Miur e hanno la funzione di monitorare lo stato del patrimonio edilizio scolastico ai fini della programmazione dei finanziamenti per gli interventi in materia. Infatti, anche ai sensi della Legge 107/2015 (c.d. “Buona scuola”), i finanziamenti degli interventi relativi all’edilizia scolastica sono assegnati in base alle informazioni presenti in Ares.
 
L’articolazione nazionale e regionale dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica è attualmente suddivisa tra un livello regionale ed un livello nazionale che prevede, in atto, la trasmissione periodica di un insieme concordato di dati al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. L’insieme dei dati da acquisire dagli enti locali e le modalità di trasmissione al Miur, sulla base di quanto concordato in sede di Conferenza Stato Regione, cambieranno nel corso del corrente anno. L’anagrafe, a livello nazionale, è stata istituita dal Miur mediante la legge n. 23 del 1996 (art.7). Sono in totale 4.358 gli edifici registrati nell’anagrafe siciliana, la maggior parte dei quali (1.856, per una percentuale del 44,68%) è stato costruito tra il 1946 e il 1975; 257 istituti (6,19%) ha visto la luce tra l’inizio del secolo scorso e il 1945; 87 edifici (2,09%) hanno visto la loro realizzazione, prima degli inizi del ‘900, mentre sono 1.478 (35,34%) le scuole edificate dopo il 1976.
 
Altro aspetto importante riguarda i criteri di progettazione antisismica degli edifici scolastici. Sono 2.902 gli istituti non adeguati alla normativa sismica (75,01%) che superano di gran lunga quelli a norma, i quali raggiungono le 967 unità (24,99%); il certificato di conformità relativo ai vincoli sismici è presente in 480 strutture (12,41%) e gli edifici che hanno effettuato le verifiche sismiche sono 791 (20,44%). Altro tema di grande importanza è quello attinente ai certificati. Il documento relativo al collaudo statico, secondo i dati dell’Ares, è assente in 2.188 istituti (52,67%), mentre è presente in 1.789 strutture (43,07%); il certificato di agibilità è assente in 2.949 edifici (70,99%) mentre lo troviamo in 1.010 strutture (24,31%). In 2.324 istituti non è presente il certificato di impianto antincendio (55,95%), che invece si trova in 1.162 edifici scolastici (27,97%); il certificato attinente all’impianto di messa a terra è assente in 2.265 scuole (54,53%), ma è presente in 1.463 istituti (35,22%).
 
Le buone notizie arrivano invece relativamente alla certificazione sulla conformità dell’impianto elettrico, ambito nel quale il numero dei documenti presenti (2.371 per una percentuale del 57,08%) supera quello dei certificati assenti (1.546 e 37,22%). Gli edifici soggetti al certificato di prevenzione incendio (C.p.i.) sono 2.547 (61,31%), in numero maggiore rispetto a quelli non soggetti, che raggiungono le 1.122 unità (27,01%). In 570 casi (13,72%) il documento è scaduto e deve essere rinnovato, per 341 edifici invece (8,21%) è in corso di validità. Riguardo ancora alle certificazioni antincendio, i documenti relativi al Collaudo impianto rilevamento fumi, spegnimento e rete idranti si trovano rispettivamente in 283, 321 e 718 edifici (6,81%; 7,73% e 17,28%), il Certificato Omologazione installazione porte tagliafuoco è in 477 edifici (11,48%), la Certificazione prevenzione incendi è presente in 467 istituti (11,24%), il Nu1llaosta provvisorio in 419 scuole (10,09%). Le strutture scolastiche con Documento di valutazione rischi (Dvr) sono 3.237 (77,92%), mentre è assente in 864 istituti (20,80%); il Piano di emergenza si trova in 3.369 scuole (81,10%), è assente in 732 scuole (17,62%).
 
Per quanto attiene alla situazione specifica nel territorio palermitano, è da registrare la conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi presso la sede della Cisl Palermo-Trapani nel Capoluogo dell’Isola. Dalla riunione è emerso che quest’anno si andranno presumibilmente a spendere i fondi, circa 10 milioni di euro per gli interventi nelle scuole, che erano rimasti bloccati nel 2017.
Riguardo ai progetti relativi al triennio 2017-2019, i tempi sono più lunghi perché occorre un approfondimento progettuale e in alcuni casi per mancanza di finanziamenti. Per fare fronte all’emergenza in generale, sempre nel palermitano, Leonardo La Piana, segretario Cisl Palermo Trapani, ha parlato di una delle proposte lanciate dal sindacato: “La cabina di regia per l’edilizia scolastica che metta insieme enti locali e il Libero consorzio per fare il punto sullo stato di progettazione, sull’avanzamento, sui cantieri che possono essere avviati subito e che acceleri i tempi di realizzazione dei lavori”.
 
“Avremo disponibili entro l’anno circa 300 milioni di euro per l’adeguamento delle strutture scolastiche, tra trasferimenti statali, risorse regionali del Po Fesr - ha detto Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, nel corso del forum al QdS pubblicato venerdì scorso. - Se tutti tempestivamente impegnati, consentiranno un riqualificazione significativa delle scuole. Gli Enti locali non sono in condizione di progettare, sia per la strutturazione dei propri uffici tecnici, ma soprattutto per la mancanza di risorse da destinare alla progettazione. Stiamo cercando di trovare soluzioni coinvolgendo sia il Provveditorato alle opere pubbliche che il Genio civile, attraverso l’assistenza tecnica di neolaureati da assumere con contratti di apprendistato, per aiutare i Comuni a fare i progetti”.
 

 
Dal Miur ecco 1 miliardo per l’edilizia scolastica
 
ROMA - Una buona notizia arriva dal Miur che ha stanziato 1,058 miliardi a favore dell’edilizia scolastica; ciò ha consentito alla Regione Siciliana di estrapolare, dal piano triennale 2015-2017, 88 interventi privi di copertura finanziaria per i quali sono stati adesso stanziati 76,8 milioni di euro che verranno utilizzati per l’adeguamento antisismico, nuove costruzioni, interventi finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture, di messa in sicurezza e per l’adeguamento alla normativa antincendio.
Ai comuni della provincia di Messina andranno 20 mln di euro, circa 17 mln alle province di Agrigento e Trapani, 8 mln alla provincia di Catania, 5 mln ai comuni dell’ennese, circa 2 mln ai comuni della provincia di Caltanissetta, 1,5 mln agli istituti delle province di Siracusa e Trapani.
“Questo risultato si coniuga sinergicamente con la politica di emergenza e di intervento già avviata durante questi primi mesi di governo - ha sottolineato Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla Formazione Professionale - con un bando esitato di circa 30 milioni di euro per l’accertamento della capacità statica degli edifici scolastici, a cui hanno risposto 1.200 scuole e in questa direzione stiamo continuando a lavorare, per coprire il fabbisogno di tutto il territorio regionale”.
Intanto, per gli enti locali che non hanno fatto domanda per il suddetto bando, l’assessore invita ad aderire all’Avviso in pubblicazione da parte del Miur nel corrente mese di febbraio, raccomandando ampia adesione per intuibili ragioni legate alla sicurezza degli edifici scolastici. Adesso occorre non perdere altro tempo ed utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione delle scuole siciliane; come ha affermato ancora l'assessore Lagalla, infatti, “L’edilizia scolastica è una priorità”.

Articolo pubblicato il 15 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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