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Extrabudget della Formazione, ora la Regione inizia a tremare
di Michele Giuliano

Il caso è quello della somme in più liquidate agli enti rispetto ai finanziamenti stabiliti inizialmente. Il Tribunale di Palermo ha condannato l’assessorato a pagare all’Anfe 3,3 mln di euro

Tags: Formazione, Lavoro, Regione Siciliana, Patrizia Monterosso, Rosario Crocetta



PALERMO - Non ci sono buone notizie per l’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale che ora rischia di dover restituire tutte quelle famose somme extrabudget che sono state trattenute nel 2014 agli enti di formazione.
 
Il tribunale di Palermo, quinta sezione civile, ha condannato l’assessorato a pagare in favore dell’Anfe, delegazione Regione Sicilia, la complessiva somma di oltre 3 milioni e 300 mila euro, annullando i cosiddetti “mandati verdi”, con i quali aveva trattenuto le somme, a compensazione di crediti vantati dall’ente come integrazione al finanziamento.
 
Una sentenza che apre una strada per tutti quegli enti, e non sono pochi, che hanno subito lo stesso trattamento dell’Anfe. I crediti a cui si riferisce la sentenza sono quelli relativi ai cosiddetti extrabudget, fondi legati agli aggiornamenti Istat relativi ai contratti dei lavoratori. Purtroppo, negli anni alcuni enti hanno utilizzato queste somme per fare nuove assunzioni, e a seguito dell’intervento della Corte dei Conti, gli extrabudget sono in molti casi stati considerati illegittimi.
 
Il dipartimento regionale della Formazione ha quindi deciso di trattenere a circa una ventina di enti formativi somme che erano state erogate dalla stessa Regione a titolo di integrazione al finanziamento, per un importo che supera i 30 milioni di euro. La sentenza del Tribunale di Palermo non si pronuncia sulla legittimità o illegittimità degli extrabudget, ma sul seguente principio: quando la Regione finanzia una parte di un’attività formativa non può bloccare la seconda parte del finanziamento da erogare in fase finale del procedimento di rendicontazione.
 
In pratica, il dispositivo della sentenza, la numero 537/2017, si fonda sulla previsione di cui all’articolo 80 del regolamento (Ce) n.1083/2006 che stabilisce che “non si applica nessuna detrazione o trattenuta, né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari”.
 
È chiaro, quindi, che questa sentenza apre la strada agli altri enti che hanno presentato ricorso, essendo probabile che le successive sentenze possano essere positive per gli enti e negative per una Regione già in seria difficoltà economiche. Ancora, anche entrando nel merito degli extrabudget la Regione potrebbe perdere ulteriore terreno. È stata assolta “perché il fatto non sussiste” Patrizia Monterosso, ex segretario generale della Regione e attuale direttore della Fondazione Federico II, accusata assieme ad Anna Rosa Corsello, ex dirigente regionale, di aver in qualche modo favorito la emissione degli extra-budget considerati illegittimi.
 
Per Patrizia Monterosso, che era assistita dagli avvocati Nino Caleca e Roberto Mangano, la Procura aveva chiesto la condanna a quattro anni. Gli avvocati avevano presentato un parere dell'Avvocatura dello Stato che consigliava alla Regione di non costituirsi parte civile al processo perché “gli atti del segretario regionale sono legittimi”. Proprio per questo Patrizia Monterosso ha deciso di farsi processare con gli elementi fin qui raccolti dai pm, scegliendo il rito abbreviato, mentre la Corsello ha deciso di proseguire con l’ordinario.
 
“L'assoluzione di Patrizia Monterosso non mi sorprende: ho creduto sempre nella sua innocenza”, così ha commentato l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta. “Adesso - aggiunge Crocetta - si chieda scusa a Patrizia Monterosso. Ci chieda scusa quella politica che per attaccare un governo non ha esitato a distruggere una persona che ha fatto solo il proprio dovere e veniva rappresentata come un delinquente”.

Articolo pubblicato il 15 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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