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Lo Monte: "Accordi con lo Stato, basta fumo negli occhi"
di Raffaella Pessina

L’affondo di Lo Monte (Siciliani Liberi): “Annunci privi di efficacia giuridica”. L’assessore Gaetano Armao: “Preferisco non replicare”

Tags: Ciro Lo Monte, Gaetano Armao, Ars



PALERMO - La necessità di modificare gli accordi Stato-Regione è stata ribadita dagli Indipendentisti che criticano duramente il governo Musumeci, accusandolo di fare solo annunci, ma nulla di concreto. “Bene l’analisi dell’assessore Gaetano Armao sulle questioni finanziarie da dibattere con lo Stato – ha scritto il segretario politici di “Siciliani liberi”, Ciro Lo Monte, ma il documento, apprezzato in giunta, sembra solo una trappola per i siciliani, l’ennesimo inganno. Da novembre a oggi il presidente della Regione Nello Musumeci non ha fatto un solo passo nei confronti dello Stato, non ha mosso un dito, per recuperare quanto spetta alla Sicilia e quanto dallo Stato viene derubato, ricordiamolo, nell’ordine di miliardi di euro l’anno”.
 
“L’unico approccio con lo Stato, anzi con il ‘commissario dello Stato’ - sottolinea Lo Monte - è stato una promessa ‘sinistra’ di ‘modificare’ lo statuto, quasi certamente per piegarlo alle esigenze coloniali. Oltre, naturalmente, alla sciagurata decisione di votare sì, in Consiglio dei ministri, quando si decurtava l’Iva dovuta alla Sicilia e si ratificavano gli accordi fatti da Crocetta, lo stesso giorno in cui l’Iva versata al Friuli-Venezia Giulia veniva aumentata”.

Decide di non replicare l’assessore regionale all’economia, Gaetano Armao, che abbiamo raggiunto telefonicamente. Del resto il Governo, se è vero che non ha ancora rinegoziato totalmente la famosa intesa Stato-Regione, firmata dall’ex governatore Crocetta, è pur vero che si è subito mosso per ottenere alcune importanti proroghe. In una inchiesta che il QdS ha pubblicato lo scorso mese di gennaio, l’assessore Armao ci ha riferito che alcune modifiche al documento in questione sono state introdotte grazie all’articolo 1, comma 459 e 459-bis della legge di Bilancio 2018. “Ma a breve – ha detto Armao - il Governo regionale preparerà una bozza contenente una serie di modifiche aggiuntive all’accordo e che saranno sottoposte al nuovo governo nazionale, che verrà eletto il prossimo 4 marzo”. “Di certo non andremo con il cappello in mano”, ha sottolineato Armao, “andremo invece con lo Statuto in mano per mostrare le nostre ragioni”. L’assessore all’Economia aveva anche rilevato la disponibilità del governo della legislatura che si è appena conclusa, un’apertura inaspettata nei confronti delle richieste della Sicilia: “Sono state accolte nella legge di Bilancio statale le richieste del Governo siciliano di modifica dei vincoli sui prossimi esercizi causati dagli accordi conclusi dal precedente governo regionale, come la proroga per l’approvazione del bilancio consolidato, con sospensione delle sanzioni meritate da chi ci ha preceduto. è l’effetto di un rinnovato dialogo che si è aperto tra Palermo e Roma, basato sulle ragioni della Sicilia e che ci consentirà di riaprire il negoziato in materia finanziaria”.
 
Oltre al ritiro del Defr (Documento di economia e finanza regionale) 2017/19 dell’ex assessore Alessandro Baccei, il governo ha portato a casa un risultato molto importante con un valore stimato in circa 300 milioni di “ossigeno” per ogni anno di bilancio. In quella occasione Armao ci aveva spiegato: “Sono state accolte dal governo nazionale le richieste di modifica dei vincoli sui prossimi esercizi finanziari scaturenti dagli accordi conclusi dal precedente governo regionale, che ci aveva lasciato in eredità vincoli gravosi frutto di scelte non sempre lungimiranti. In particolare sono esclusi dal computo della riduzione della spesa corrente del 3% annuo gli oneri, a carico del bilancio della Regione destinati ai liberi consorzi del relativo territorio di almeno 70 milioni di euro annui aggiuntivi rispetto al consuntivo 2016, previsti nell’accordo fra Governo e la Regione. Inoltre sono state scomputate le spese sostenute dalla Regione per l’assistenza ai disabili gravi e gravissimi e in generale non autosufficienti, ad integrazione delle risorse erogate per tale finalità dallo Stato. Escluse le maggiori spese per il servizio del debito sostenute nel 2017 rispetto all’anno 2016 derivanti dalla rimodulazione dei mutui effettuata nel 2015, nonché le spese per le quote interessi delle anticipazioni di liquidità”. Inoltre ha ottenuto la proroga per l’approvazione dei documenti contabili. Tolto questo vincolo dunque “la Regione potrà firmare i contratti a tempo determinato. Un via libera che permetterà di regolarizzare qualsiasi altro tipo di rapporto, compreso quello con forestali e precari dell’amministrazione regionale”.

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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