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Quotidiano di Sicilia

Bilanci in ritardo, Comuni bloccati
di Rosario Battiato

Già due i rinvii che hanno spostato l’approvazione dei Preventivi 2018 dal 31 dicembre scorso al prossimo 31 marzo. La lentezza di Governo, Regione e Comuni mette a rischio i servizi ai cittadini

Tags: Enti Locali, Bilancio, Sicilia



PALERMO – Gli anni passano, ma per gli strumenti finanziari degli Enti locali i tempi, come da tradizione, non migliorano. I termini per deliberare i Bilanci di previsione 2018 dei Comuni nazionali hanno già ricevuto ben due proroghe, che hanno spostato la scadenza dal 31 dicembre - la data di naturale deliberazione prevista dal Tuel (Testo unico degli Enti locali) - fino al 31 marzo. La richiesta di proroga dei termini, avanzata dall’Anci e accolta dalla Conferenza Stato-Città, ha fatto seguito alla precedente, fissata per la fine di febbraio, che era stata sancita con decreto del 29 novembre 2017 del ministero dell’Interno. Storie di proroghe ormai ordinarie e di responsabilità condivise che coinvolgono anche Stato e Regione.
 
Un percorso tortuoso che ogni anno coinvolge direttamente centinaia di Comuni isolani. Nel 2017 l’assessorato alle Autonomie locali, dopo un’estate di ritardi nella deliberazione dei rendiconti e dei previsionali, aveva diffuso ben 18 decreti assessoriali di nomina di commissari ad acta per 184 Comuni che avevano ancora approvato il Bilancio di previsione, a cinque mesi dall’ultima proroga concessa, e per 264 Enti che non avevano ancora approvato il rendiconto 2016. L’anno prima la tendenza non era stata diversa. Nel 2016 l’ex assessore Luisa Lantieri aveva firmato le nomine dei commissari per 298 Enti locali per l’approvazione del rendiconto 2015 e 34 per il previsionale del 2016.
 
Ritardi clamorosi, che hanno però delle responsabilità complesse. Da una parte, almeno per quanto riguarda i Comuni siciliani, ci sono i ben noti ritardi nei trasferimenti della Regione, che a sua volta è stata spesso in ritardo nell’approvazione dei suoi strumenti finanziari, producendo un effetto domino con rovinose cadute anche sugli equilibri degli Enti locali, e dall’altra, in particolar modo per quest’anno, ci sono le novità relative ai principi contabili introdotti.
 
Le regole, comunque, sono chiare per tutti e si trovano nel già citato Tuel. Questo documento di riferimento riporta definizioni e scadenze per l’approvazione dei due principali strumenti finanziari dell’Ente, cioè il Rendiconto e il Bilancio di previsione. In particolare, l’articolo 227 riporta che “la dimostrazione dei risultati di gestione avviene mediate il rendiconto della gestione, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale”. Un documento che l’Ente deve deliberare entro “il 30 aprile dell’anno successivo dall’organo consiliare” (articolo 151).
 
Bisogna andare all’articolo 162 per rintracciare l’altro strumento: “gli Enti locali deliberano annualmente il Bilancio di previsione finanziario riferito ad almeno un triennio”. Tempi ancora più stretti per l’approvazione, considerando che si tratta appunto di uno strumento necessario per programmare la spesa. Il Bilancio di previsione, infatti, deve essere approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente (articolo 151), in caso contrario, così come recita l’articolo 163, la gestione finanziaria dell’ente “si svolge nel rispetto dei principi applicati della contabilità finanziaria riguardanti l’esercizio provvisorio o la gestione provvisoria”. In altri termini, nessuna programmazione, si spende soltanto sulla base delle spese dell’anno precedente.
 
Ovviamente le proroghe non sono fuorilegge: il comma 1 dell’articolo 151 prevede che “i termini possono essere differiti con decreto del ministero dell’Interno” ed è sempre il Tuel che concede la possibilità dell’esercizio provvisorio di bilancio.
E di proroghe vivono i Comuni italiani, non esclusivamente per responsabilità loro. Il decreto ministeriale del 29 novembre scorso, pubblicato sulla Guri del 6 dicembre, ha decretato il differimento dei termini per la deliberazione del bilancio dal 31 dicembre al 28 febbraio. Nel caso in questione, in particolare, si faceva riferimento “al fatto che gli Enti locali in sede di predisposizione dei bilanci di previsione 2018/2020, non dispongono ancora in maniera completa di dati certi in ordine alle risorse finanziarie disponibili, in quanto la legge di bilancio per l’anno 2018, che disciplina tale aspetto, è tuttora in corso di approvazione (sarebbe stata approvata alla fine del mese, nda)”.
 
Due mesi non sono stati sufficienti, visto che una settimana fa la Conferenza Stato-Città ha dato il via libera alla proroga al 31 marzo dei termini per approvare il bilancio di previsione 2018, precedentemente fissati al 28 febbraio. “È stata così accolta – si legge in una nota dell’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale della Fondazione Anci – la richiesta dell’Anci, che in una lettera inviata al ministro dell’Interno sottolineava quanto indispensabile fosse questo rinvio”.
 
Un passaggio che è stato positivamente accolto dai vertici dell’associazione, perché “questa proroga consentirà un più ordinato processo di approvazione dei bilanci, nel rispetto dei rinnovati principi contabili introdotti dalla legge e nell’interesse delle comunità amministrate”.
 

 
L’elenco delle tappe forzate per rientrare in carreggiata
 
PALERMO – I Comuni siciliani conoscono bene la procedura che conduce dalle prime proroghe fino al commissariamento degli inadempienti. Una situazione che negli ultimi anni ha coinvolto centinaia di Amministrazioni isolane, che soltanto in seguito all’intervento regionale sono riuscite a rimettersi in carreggiata a tappe forzate.
Tutti i passaggi sono scanditi dal Tuel: in particolare, per il bilancio preventivo si stabilisce che, trascorso il termine entro il quale deve essere approvato da parte della Giunta, l’organo regionale di controllo, quindi l’assessorato delle Autonomie locali della Regione siciliana, nomina un commissario “affinché lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al Consiglio”, così come recita il comma 2 dell’articolo 141 del Tuel.
In questo caso e “comunque quando il Consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla Giunta, l’organo regionale di controllo assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’Amministrazione inadempiente”.
A disposizione degli Enti locali inadempienti ci sono ancora poco meno di due mesi, ma se la tendenza degli ultimi anni sarà rispettata anche quest’anno, l’assessore Bernadette Grasso avrà un bel po’ di decreti da firmare.

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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