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Catania - Oasi del Simeto tra demolizioni e Piano per riqualificare l'area
di Melania Tanteri

Savo Di Salvo: “Ci sono circa 6.000 insediamenti, la maggior parte irregolari”

Tags: Palermo, Oasi Del Simeto, Abusivismo, Demolizioni



CATANIA - Centinaia di interventi per ripristinare il decoro all’interno dell’Oasi del Simeto. Proseguono le demolizioni disposte dalla Procura della Repubblica e realizzate grazie agli uomini e ai mezzi del Comune per l’abbattimento degli immobili abusivi in zona A e, in particolare, in zona B della Riserva naturale realizzata nella zona Sud di Catania.
 
Un’attività costante degli ultimi cinque anni che ha portato all’eliminazione di centinaia di edifici irregolari.
“Dal 2013 a oggi - ha affermato l’assessore all’Urbanistica, Salvo Di Salvo - sono stati avviati interventi di demolizione di più di 120 immobili, sia nella zona di riserva integrale (la A) che in zona di pre riserva (la B). I primi 72 immobili li abbiamo battuti su determina della Procura della Repubblica e stiamo continuando ad andare in questa direzione”.
 
Un lavoro intenso e gravoso, data la presenza massiccia di abusivismo nell’area in questione, dove tra le case e le villette prive di autorizzazione, spiccano anche depositi e mega discariche, come l’area di circa cento metri quadrati sequestrata lo scorso martedì dagli uomini della polizia municipale nella zona del Castello “Duca di Misterbianco”.
 
Si tratta di regolamentare, dunque, l’intera zona in cui l’urbanizzazione massiccia non ha seguito alcuna regola negli anni passati, come ha spiegato ancora l’assessore, che evidenzia come, sul finire degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta l’area che oggi ospita la riserva del Simeto sia stata fortemente edificata.
 
“Abbiamo stimato che gli insediamenti complessivi - ha proseguito il delegato del sindaco Bianco - siano circa 6.000, di cui la maggior parte non conformi alle regole urbanistiche. Alcune di queste unità sono state poi sanate - ha continuato - grazie alle varie leggi predisposte dagli anni 80 fino a oggi e, delle circa 28 mila istanze presentate al Comune ben 3.000 riguardano appunto l’Oasi del Simeto”.
Dati che evidenziano come, all’interno dell’area, vi siano problemi non solo relativi alla demolizione di ciò che non è compatibile con la riserva naturale, ma ve ne siano altri in ordine agli immobili sanati all’interno della zona B, per cui devono essere predisposti i servizi e le opere di primaria urbanizzazione, come marciapiedi o fognature, al momento assenti.
 
Per questo l’amministrazione comunale sta lavorando a un piano di riqualificazione dell’intera area; l’assessorato all’Urbanistica sta predisponendo gli atti che arriveranno in Giunta per poi essere discussi in Consiglio comunale.
 
“Ho predisposto direttive generali - ha precisato l’assessore di Salvo - e stiamo espletando una Vas che andrà in Giunta e poi in Consiglio. Insomma - ha concluso il delegato del sindaco - l’attuale o la prossima assemblea civica potranno avviare il dibattito per regolamentare l’area del Simeto, patrimonio di tutti”.

Articolo pubblicato il 22 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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