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Quotidiano di Sicilia

Tra una settimana si torna al voto, le istruzioni per arrivare preparati
di Serena Giovanna Grasso

Il 4 marzo oltre 50 milioni di italiani saranno chiamati ad eleggere i rappresentanti di Camera e Senato

Tags: Elezioni 2018



PALERMO – Manca meno di un mese alla data in cui gli italiani sono chiamati alle urne per eleggere i componenti di Camera e Senato. Infatti, il prossimo 4 marzo gli italiani riceveranno due schede: una rosa per la Camera e una gialla per il Senato, nel caso in cui l’elettore abbia più di venticinque anni.
In tale data, verrà inaugurato il nuovo sistema elettorale, il cosiddetto “Rosatellum” introdotto dalla Legge 165/2017, che prevede un sistema misto, con una componente maggioritaria uninominale ed una proporzionale plurinominale.

Due diversi meccanismi
A livello nazionale il sistema uninominale è utilizzato per l’assegnazione di 232 seggi alla Camera e 116 al Senato, prevedendo l’elezione del candidato più votato.
In Sicilia si contano 19 seggi alla Camera (di cui nove nella Sicilia occidentale e dieci nella Sicilia orientale) e nove al Senato (in questo caso, ci sarà un’unica circoscrizione regionale).
Mentre il sistema plurinominale viene utilizzato per l’assegnazione di 386 seggi alla Camera e 193 al Senato. In questo caso, viene adottato il metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento, stabilito al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni. In Sicilia si contano 33 seggi plurinominali alla Camera (16 nella Sicilia occidentale e 17 in quella orientale) e 16 al Senato (con un’unica circoscrizione regionale).
Il conto finale di 630 deputati e 315 senatori si raggiunge con i seggi assegnati alla circoscrizione estero, 12 per la Camera e 6 per il Senato.
 
Cosa ci sarà nelle due schede
I modelli delle due schede sono identici. Ogni scheda sarà divisa in un certo numero di aree, corrispondenti a ciascun partito o coalizione. All’interno di ogni area ci sarà in testa uno spazio rettangolare con il nome del candidato scelto da ogni coalizione nel collegio uninominale. Sotto di esso saranno riportati uno o più simboli di partiti accanto ai quali sono indicati i nomi dei candidati per il collegio proporzionale.
Il voto è espresso tracciando una “X” sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto così espresso vale ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale ed a favore della lista nel collegio plurinominale.
Nel caso in cui il segno sia stato tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, il voto è comunque valido anche per la lista collegata. In presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione, in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in tutte le sezioni del collegio uninominale.
Se l’elettore traccia un segno sulla lista di coalizione o sul partito, il voto è valido e si estende anche al nome del candidato nel collegio uninominale.
 
Voto disgiunto, voto nullo
Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non sia collegato, il voto è nullo poiché non è previsto il voto disgiunto.
 
Voto all’estero
Gli elettori che per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi, possono votare per corrispondenza. Questa possibilità è prevista dalla Legge 52/2015 ed è estesa anche ai familiari conviventi. A tal fine, gli elettori dovrebbero aver presentato entro lo scorso 31 gennaio (ovvero fino a 32 giorni prima la data delle elezioni) al Comune di iscrizione elettorale la richiesta per il voto per corrispondenza nella circoscrizione “Estero”.
 
Elettori ricoverati
L’elettore degente in un ospedale o casa di cura è ammesso a votare nel luogo di ricovero. A tal fine, entro il primo marzo deve presentare al proprio Comune un’apposita dichiarazione recante la volontà di esprimere il voto nel luogo di cura e l’attestazione del direttore sanitario comprovante il ricovero.

Voto dei disabili
Hanno diritto all’esercizio del voto assistito gli elettori diversamente abili che siano fisicamente impediti nell’espressione autonoma del voto (i ciechi, gli amputati delle mani e gli affetti da paralisi o da altro impedimento fisico di analoga gravità). Potranno essere accompagnati all’interno della cabina i soggetti in possesso della tessera elettorale con annotazione “Avd” (diritto al voto assistito). Quando è assente il suddetto codice, il diritto al voto assistito può essere dimostrato con un certificato medico nel quale sia espressamente attestato che l’infermità fisica impedisce all’elettore di esprimere il voto senza l’aiuto di un altro elettore.
 
Elettori gravemente malati
Gli elettori affetti da gravissime infermità che rendono impossibile l’allontanamento dall’abitazione, hanno la possibilità di votare a domicilio. La domanda, corredata da un certificato medico della Asl e dalla copia della tessera elettorale, deve pervenire al Comune di iscrizione elettorale entro il prossimo 12 febbraio.
 
Elettori detenuti
Il diritto di prendere parte alla votazione è riconosciuto ai detenuti che non siano incorsi nella perdita della capacità elettorale, a seguito dell’interdizione dai pubblici uffici. Gli interessati devono far pervenire al sindaco del Comune entro il primo marzo una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto nel luogo di detenzione.
 
Gli italiani al voto
Complessivamente i cittadini italiani aventi diritto al voto sono: 51,2 mln (dato aggiornato al 30 giugno 2017), di cui circa 24,8 mln maschi e 26,4 mln femmine. Sul totale degli aventi diritto al voto, 4,2 mln sono gli elettori stimati, residenti all’estero. I giovani alla prima espressione di voto sono stimati oltre 500 mila. Le ultime rilevazioni sui numeri del corpo elettorale verranno effettuate fra 17 ed il 19 febbraio.
 
Le liste in competizione
I contrassegni ammessi a partecipare alle elezioni sono 84, i non ammessi sono dieci, mentre per nove contrassegni non è consentita la presentazione di liste.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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