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Campioni di vita, lo sport per superare ogni limite
di Redazione

Il 18 gennaio i ragazzi gelesi hanno incontrato gli atleti paralimpici Tapia e Contrafatto nell’ambito del progetto promosso da Eni. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere lo sport come valore educativo



GELA (CL) – “Campioni di vita” è l’iniziativa che tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 ha coinvolto circa 1.500 ragazzi di età compresa tra i 14 e 19 anni. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Eni, che riveste il ruolo di partner, Fispes - Oltremodoltre (Federazione italiana sportparalimpici e sperimentali), in qualità di partner istituzionale e il promoter Ap communication. La Fispes è una Federazione sportiva paralimpica, riconosciuta dal Comitato italiano paralimpico, che dal 2010 si occupa di promuovere e coordinare le attività sportive per persone con disabilità. Le discipline di competenza della Fispes sono atletica leggera paralimpica praticabile da soggetti di tutte le disabilità fisiche e sensoriali; rugby in carrozzina praticabile da soggetti non deambulanti con tetraplegia e calcio per disabili fisici.
 
Si tratta di un programma di forte impatto emotivo che mira a sensibilizzare i ragazzi delle scuole superiori sui valori che ruotano attorno allo sport quali integrazione, aggregazione, fiducia nei giovani, rispetto delle regole, passione, gioco di squadra.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare i ragazzi delle scuole superiori sull’importanza di praticare lo sport che può essere inteso come scuola di vita attraverso l’esperienza di eccezionali atleti paralimpici: un esempio concreto di come le avversità e gli ostacoli possano essere superati attraverso la passione per la pratica sportiva. Oltre che attività fisica in senso stretto, lo sport rappresenta un mezzo di trasmissione di valori universali.
 
L’iniziativa sponsorizzata da Eni ha visto la partecipazione dei ragazzi di Gela lo scorso 18 gennaio. Il progetto si è aperto a Ravenna il 28 novembre 2017 e si è concluso a Livorno lo scorso 25 gennaio.
Al teatro Eschilo i ragazzi gelesi hanno incontrato Oney Tapia, Monica Contrafatto e Andrea Lucchetta. Oney Tapia, nativo di Cuba, ha vinto alle Paralimpiadi di Rio del 2016 la medaglia d’argento nella disciplina del lancio del disco, categoria non vedenti. Mentre la gelese Monica Contrafatto, ferita nel 2012 nell’ambito di un attacco terroristico in Afghanistan durante la sua seconda missione nell’esercito, ha conquistato l’argento sui 100 metri categoria amputati ai mondiali di Londra 2017 e bronzo a Rio 2016.
 
“L’attività sportiva – dice Oney Tapia - mi ha sempre aiutato a sentirmi più in equilibrio, ad essere più forte e più autonomo in ogni cosa che mi trovo ad affrontare. Dopo l’incidente che mi ha fatto perdere la vista, non volevo rassegnarmi e volevo continuare a vivere una vita piena. L’opportunità l’ho ricevuta dalla mia passione di sempre, lo sport, da cui ho ereditato la grinta che oggi mi fa sopravvivere nella quotidianità. Ogni persona, se ce la mette tutta, scopre di essere capace di cose che stupiscono lei per prima: con la forza di volontà, con l’ottimismo si arriva dappertutto. Ognuno di noi ha questa forza dentro, bisogna solo tirarla fuori.”
 
“Lo sport mi ha aiutato molto a livello psicologico, – racconta Monica Contrafatto – mi ha fatto superare ostacoli emotivi impensabili ed ancora oggi è uno strumento di grande utilità per relazionarmi con chi vede nella disabilità una specie di limite. La disabilità va oltre un arto amputato o un problema di natura fisica; con l’attività sportiva essa diventa un messaggio aperto di integrazione verso chi non ha coraggio di affrontare le avversità o ha paura di conoscere il diverso. Lo sport è benessere fisico e soprattutto mentale; se io senza gamba posso farcela, perché non dovrebbero farcela tutti gli altri? Lo sport è vita e sofferenza”.
 
L’incontro ha mostrato il connubio tra le gesta impensabili e sbalorditive dei nostri atleti con il confine illimitato delle opportunità che gli sport paralimpici offrono alle persone con disabilità. È l’incitamento ad andare oltre qualsiasi pregiudizio, riacquistando la capacità di saper contare sulle infinite risorse dell’uomo in termini di abilità motorie e relazionali. Davanti a qualunque prova della vita à possibile andare doppiamente oltre, superando i propri limiti e sfidando sé stessi con le abilità di cui si dispone.
 
Eni si è impegnato attivamente nello sviluppo dell’iniziativa, poiché da sempre considera lo sport linguaggio universale che unisce le persone e straordinario veicolo di educazione per formare i giovani, secondo uno stile di vita sano e nel rispetto delle regole. Lo sport è considerato un mezzo di trasmissione di valori universali, una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere una giusta ricompensa e che aiuta alla socializzazione e al rispetto tra compagni ed avversari.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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