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Sicurezza a scuola come la sicurezza sul posto di lavoro. Prevenzione e informazione per evitare inutili rischi


GELA (CL) - Qualche giorno fa il fantasma delle morti sul lavoro è tornato a disturbare il sonno dell’opinione pubblica. Il caso è noto: la morte per intossicamento di quattro operai di un’azienda milanese specializzata nelle lavorazioni dell’acciaio. La “Lamina Spa” è stata descritta come un’azienda modello, dove sempre è stata alta l’attenzione per la sicurezza. Eppure qualcosa è andato storto. Si parla di due guasti: l’allarme che non avrebbe suonato - o che non sarebbe stato ascoltato - alla base della buca, e un guasto che avrebbe permesso all’argon di liberarsi nell’aria. Ora nel registro degli indagati c’è il titolare dell’azienda, ma la catena delle responsabilità potrebbe includere anche altre figure: capo della sicurezza e tecnici che hanno monitorato nel tempo le condizioni dell’impianto.
 
Sicurezza sul lavoro: è questo il tema chiave su cui tornare a riflettere nell’Italia di questo inizio 2018. Recente anche la tragedia che ha causato la morte di un nostro concittadino, Gianluca Caterini. Il giovane stava lavorando per una ditta al posizionamento di un metanodotto nei pressi di Castel di Lama quando è stato travolto da un grosso tubo sollevato da un mezzo meccanico che lo ha colpito causandogli lesioni gravi al torace e all’addome. Soccorso dai sanitari del 118 che hanno cercato di sottrarlo al tragico destino, Caterini è deceduto dopo il ricovero in ospedale. Troppo gravi le ferite riportate nell’incidente sul lavoro. I numeri degli incidenti sul lavoro sembrano ormai quasi quelli di un bollettino di guerra.
 
Cosa si può fare per prevenire situazioni di pericolo? Su chi ricadono le mansioni di supervisione e regolamentazione dei posti di lavoro? Un efficace sistema preventivo dovrebbe essere la base propedeutica su cui poter sviluppare l’intero impianto sulla sicurezza aziendale; la prevenzione intesa come complesso di misure da attuare al fine di anticipare il potenziale sviluppo di un pericolo, dovrebbe partire da un’attenta analisi dei possibili rischi. Tuttavia, l’interesse per la prevenzione nel nostro Paese è stato sottovalutato per molto tempo; rivalutato dall’introduzione nel 1994 del D.Lgs 626, è stato ripreso ed approfondito con il D.Lgs 81/08.
La normativa italiana di riferimento precisa che alla definizione di “Lavoratore” sono equiparati anche gli allievi degli istituti di istruzione e che nel campo di applicazione della normativa rientrano, a pieno titolo, anche le scuole (art. 3).
 
Le tipologie di rischi riscontrabili all’interno di una scuola non differiscono molto da quelle oggetto di una valutazione di rischi in un ambiente di lavoro in cui siano presenti molte persone contemporaneamente, anche se in questo caso si deve necessariamente tenere in considerazione il fatto che la maggior parte degli studenti sono minorenni, spesso anche con le caratteristiche proprie dell’età adolescenziale e infantile. I rischi principali sono quindi quelli infrastrutturali e relativi alla valutazione del rischio Incendio, dello Stress da lavoro Correlato, piuttosto che all’uso di videoterminali o a cadute accidentali; esistono poi alcuni istituti di carattere sperimentale in cui possono essere presenti dei laboratori ove è opportuno valutare la componente di rischio chimico piuttosto che biologico.
 
Uno degli ultimi casi che deve far riflettere è il crollo del soffitto nella scuola elementare “Antonio Gramsci” di Bagheria. Il crollo fortunatamente sarebbe avvenuto mentre le aule erano ancora vuote, durante le vacanze natalizie: non si sono registrati feriti. Si presume che il crollo sia stato provocato da un’infiltrazione d’acqua, accumulatasi negli anni e mai sottoposta a manutenzione. Mentre presso l’Istituto comprensivo “13esimo circolo Ignazio di Loyola” il crollo del soffitto ha causato il trauma cranico ad una bimba di dieci anni.
 
Ogni tipo di prevenzione dovrebbe partire da un’adeguata conoscenza e consapevolezza dei rischi e di come affrontarli per ridurli e tenerli sotto controllo. Per rendere più vivibili e sicure le scuole, recentemente (30 giugno 2014) sono stati stanziati fondi da parte del Ministero; all’interno delle iniziative denominate #scuolesicure, #scuolebelle ed #scuolenuove, si ritrovano testi finalizzati al rinnovo delle infrastrutture così come alla rivitalizzazione del sistema di formazione e informazione, vera e propria base di partenza per poter trasmettere una cultura della sicurezza a partire già dai primi anni di età.
 
Francesco Bevilacqua, Emanuele Irti, Alessio Scopece, Davide Cavallaro
classe V E, ITST ”E. Morselli”, Gela

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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