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Quotidiano di Sicilia

Leggi vecchie per operatori turistici nuovi
di Michele Giuliano

La denuncia viene da Assoviaggi Sicilia: “Figure non distinte, incoming ha bisogno di indicazioni attualizzate da istituzioni”. L’ultimo decreto regionale risale al 1937

Tags: Impresa, Turismo, Regione Siciliana, Assoviaggi Sicilia



PALERMO - Una revisione della normativa, ormai ampiamente obsoleta e non adeguata ai tempi e all’evoluzione del settore degli intermediatori turistici, che si occupano di incoming e che portano sull’Isola turisti e risorse dal resto del Paese e dall’estero.
 
Una necessità, quella appena descritta, che ha preso voce attraverso le parole di Anna Maria Ulisse, 56 anni, nuovo responsabile del Coordinamento Assoviaggi Sicilia: “Nell’ambito degli operatori di viaggio – ha dichiarato – ci sono varie figure ma la distinzione spesso non viene fatta e questo è un errore perché chi si occupa di incoming ha necessità di risposte diverse da parte delle istituzioni per potere organizzare il proprio lavoro e produrre economia per tutto il territorio”.
 
Sarebbe importante, allora, individuare in maniera certa queste figure, inserirle all’interno di un processo lavorativo chiaro, ben identificabile, in modo da attribuire ad ognuno le giuste responsabilità e competenze, e al contempo fornire al cliente un servizio efficace ed efficiente, per un ritorno economico per i lavoratori del settore ed una maggiore soddisfazione del cliente.
 
La responsabile, di nazionalità italo-spagnola e con un passato all’Enit di Madrid, ha aggiunto che non si tratta di un argomento nuovo ma che “da tempo c’è necessità in Sicilia di una riforma profonda della normativa sugli operatori dell’intermediazione turistica. Ciò che chiediamo al Governo regionale – ha aggiunto - è di avviare tempestivamente un tavolo di confronto al fine di ridisegnare, di concerto con le rappresentanze del settore, le regole del comparto che risalgono a un Reggio decreto del 1937”.
 
E in effetti, a ben guardare l’evoluzione del settore e dell’economia ad esso legata, nell’ultimo paio di decenni, è assurdo che si faccia ancora riferimento ad un testo di 80 anni fa. In esso si parla di “uffici viaggi e turismo”, che si occupano di vendita di biglietti per trasporti terrestri, navigazione e aerei, ma anche di “buoni d’albergo”, “assegni circolari per viaggiatori” – i cosiddetti traveller’s cheques – e di “lettere di credito di istituti bancari”. Termini che, ormai,hanno quasi un che di folkloristico, e che sono scomparsi proprio in virtù del radicale cambiamento del settore dovuto alla tecnologia e ai nuovi mezzi di comunicazione, e che non può continuare ad essere normato da una legge così anacronistica.
 
Oltre che all’interno, alla propria struttura e organizzazione di base, lo sguardo degli operatori è rivolto ai consumatori: “Occorre – dice Salvatore Basile coordinatore regionale per l’ area turismo - rafforzare le misure a contrasto dell’illegalità e restituire alla nostra regione una normativa chiara e trasparente e che offra adeguate garanzie a tutela del viaggiatore coerentemente con le direttive comunitarie”. Che lo protegga da possibili truffe e che al contempo costringa molti operatori in nero ad uscire allo scoperto, al momento spesso ben nascosti nel sistema del web, che permette di raggiungere migliaia di potenziali clienti che rimangono al di fuori delle strade canoniche e legali, risparmiando forse, ma senza protezione né certezze del servizio che si andrà a ricevere.
 
“Riconfermiamo l’impegno di Confesercenti – ha proseguito Vittorio Messina, presidente nazionale Assoturismo - nel fornire risposte concrete a tutela dei bisogni di un comparto che oggi più di ieri necessita di coesione, e rivolgiamo loro tutta la nostra assistenza convinti che solo condividendo sforzi e impegno saremo in grado di misurarci con successo in un mercato sempre più competitivo e complesso”.

Articolo pubblicato il 28 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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