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Campagna elettorale dannosa per la Sicilia
di Raffaella Pessina

Ma il futuro assetto politico nazionale inciderà sulla ripartenza dell’Isola. Paralisi dell’attività legislativa, le riforme servono adesso

Tags: Sicilia, Elezioni 2018



PALERMO - Campagna elettorale al rush finale. Il 4 marzo si voterà per il rinnovo del Parlamento nazionale. In queste ultime settimane i politici attraverso tutti i media hanno bombardato di informazioni, programmi e promesse i potenziali elettori. Quello che in questa campagna elettorale importa di più ai partiti, è riportare la gente a votare. Per fare un esempio, alle ultime regionali in Sicilia ha votato solo il 46,76% degli aventi diritto al voto.
 
Forza Italia, non a caso, ha messo in campo l’iniziativa “L’ultimo chiude la porta” , con 61 mila difensori del voto che, in tutta Italia, domenica saranno presenti nelle varie sezioni elettorali. L’iniziativa mira a spiegare come si vota e ad aiutare gli elettori in caso di difficoltà.
 
Le coalizioni politiche fanno leva sulla sensibilità dei cittadini italiani promettendo azioni per risolvere le tante emergenze della nazione: la povertà, la disoccupazione, i migranti, le opere pubbliche, ecc. Ancora poche ore e il silenzio elettorale spegnerà tutte queste voci. In Sicilia le consultazioni nazionali hanno provocato un dannoso stop all’attività politica e legislativa. Palazzo dei Normanni ha lavorato a rilento per consentire ai deputati di seguire la campagna elettorale ritardando di molti mesi l’effettivo inizio della XVII legislatura.
 
Nell’Isola questa situazione di immobilismo non fa altro che peggiorare la già grave situazione economica in cui si trova la Sicilia. A Ribera un gruppo di famiglie ha protestato contro le lentezze burocratiche bruciando le proprie tessere elettorali. Si tratta di famiglie che fino a sei anni fa occupavano una sessantina di alloggi popolari nel paese in provincia di Agrigento. Furono costrette all'epoca a lasciare le proprie case, considerate pericolanti dopo che era stata accertata la presenza, negli immobili, di cemento depotenziato. La Regione siciliana finanziò, con 10 milioni di euro, il progetto di demolizione e ricostruzione degli edifici. Tuttavia, dopo sei anni, le lentezze burocratiche non hanno ancora permesso allo Iacp di Agrigento di sottoscrivere il contratto con l’impresa edile di Catania che nel frattempo si è aggiudicata il relativo appalto. “Siamo stanchi di aspettare, vogliamo tornare nelle nostre case, domenica non andremo a votare”, hanno detto gli ex residenti degli alloggi. Il Pd, intanto, bacchetta il Governo di Musumeci in merito ai contenuti del Defr. Mila Spicola, candidata alla Camera nelle liste del Partito Democratico nel collegio di Palermo, ha detto che nel documento sono elencati molti buoni propositi, “ma la politica non si fa coi buoni propositi ma con risorse e fatti: il governo nazionale su lavoro e giovani al Sud ha messo soldi e detassazioni a chi assume a tempo indeterminato, adesso servono supporto alle imprese e sburocratizzazione”.
 
Spicola bacchetta il Governo per non aver pubblicizzato e supportato a livello regionale la misura Resto al Sud, '”sono soldi in parte a fondo perduto – ha detto Spicola - e in parte di microcredito per le imprese giovanili al Sud. In solo un mese già 6mila domande dalle regioni del Sud e nella sola Sicilia 200 già sono in elaborazione fattuale. Ci sono dunque già quasi pronte 200 realtà nuove di economia produttiva, con accompagnamento d'impresa di Invitalia. Abbiamo il dovere di sostenerle, non facendole morire di "stenti burocratici. E ci sono tanti soldi messi e nessuna scadenza: 1 miliardo e 300milioni disponibili”. Dall’altra parte, grande ottimismo di Forza Italia con Francesco Scoma: “Il Paese ha bisogno di una cura speciale dopo l’immobilismo degli ultimi anni, tra i primi provvedimenti che Forza Italia ha previsto, in accordo con gli alleati del centrodestra, c'è la flattax, la tassa piatta e unica che taglia le tasse per imprese e famiglie, elimina l’oppressione fiscale abbattendo l’evasione e l’elusione e semplifica radicalmente il sistema fiscale. Per combattere la disoccupazione abbiamo previsto la decontribuzione totale per le assunzioni a tempo indeterminato”.

Il Movimento Cinquestelle punta invece su detassazione e revisione e cancellazione delle leggi inutili, ma soprattutto sul reddito di cittadinanza. E ancora “riduzione drastica della disoccupazione con investimenti in innovazione tecnologica ad alto moltiplicatore occupazionale”. Mancano poche ore e chi vincerà dovrà dimostrare di saper mantenere le promesse fatte.

Articolo pubblicato il 02 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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