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Diga Pietrarossa, polemica con Legambiente
di Raffaella Pessina

L’associazione ambientalista: “È fuori legge, senza pareri ed inutile”. Musumeci intende destinare all’opera 60 dei 66 mln di fondi Cipe

Tags: Diga Pietrarossa, Legambiente



PALERMO - La giunta di Nello Musumeci potrebbe perdere qualche pezzo prezioso, nel caso a qualcuno degli assessori vengano fatte proposte interessanti dopo le elezioni nazionali. E così qualche assessore potrebbe fare le valigie, lasciando l’incarico regionale per sedersi su qualche poltrona ministeriale. Un altro ostacolo al lavoro della giunta che è ancora in attesa di far partire questa legislatura, ostacolo causato dalla campagna elettorale per le elezioni nazionali, giunte a pochi mesi da quelle regionali.
 
La vicinanza tra le due consultazioni ha fatto sì che i politici si trovassero “costretti” a doversi occupare di altro, lasciando momentaneamente vuoti gli scranni di Palazzo dei Normanni. La possibilità che la giunta però possa perdere pezzi fin dall’inizio fa inevitabilmente pensare al recente passato, quando l’assetto della giunta era in continuo cambiamento, totalizzando un numero di 59 assessori, che si sono alternati nel tempo. Ogni assessore si trovava a dover lavorare sulle carte lasciate dal suo predecessore, senza un filo logico e continuativo, che è la prerogativa irrinunciabile di un lavoro volto a concretizzare il progetto messo in campo. In attesa del ritorno al quotidiano lavoro legislativo per lo sviluppo del territorio, c’è lo spazio per le consuete polemiche tra maggioranza ed opposizione.
 
Questa volta è Antonello Cracolici, parlamentare regionale del Pd che stigmatizza il comportamento del Presidente della Regione Nello Musumeci in merito all’utilizzo dei fondi Cipe (Comitato interministeriale della programmazione economica). “Leggo toni entusiastici per l’approvazione da parte del Cipe del finanziamento di alcune opere in Sicilia e tra queste il completamento della diga Pietrarossa, 60 milioni di euro – ha detto Cracolici - Anch’io sono soddisfatto. Mi sarei però aspettato da parte dell’attuale governo e del presidente Musumeci, anche per garbo istituzionale, il riconoscimento del lavoro fatto nella scorsa legislatura dall’assessorato all’Agricoltura, che guidavo, assieme a quello dell’Energia e dei Beni Culturali dal momento che dopo 20 anni di blocco, nella scelta politica da adottare - ovvero il completamento o la demolizione a favore del sito archeologico - abbiamo operato con grande determinazione salvaguardando l’esigenza idrica ed al tempo stesso la valorizzazione storico-archeologica, per consentire il rifinanziamento dell’opera e dare una soluzione strutturale alla capacità irrigua della Piana di Catania”.
 
Cracolici ha ricordato che, a fine della scorsa legislatura la giunta regionale, su sua proposta e dell’allora assessore Contrafatto, ha approvato la delibera che oggi ha portato a questo successo. “Un po’ di gratitudine - ha aggiunto Cracolici - non guasterebbe, anche perché le bugie hanno le gambe corte”. Sulla diga Pietrarossa arriva il parere contrario di Legambiente. “È un’assurdità, se non uno scandalo – ha detto Gianfranco Zanna che di Legambiente è presidente - che il presidente della Regione Nello Musumeci voglia spendere 60 milioni, dei 66 stanziati dal Cipe, per la diga Pietrarossa, fuorilegge, senza pareri e inutile”. “Si spenderebbe molto meno - continua Zanna - nel ripristinare i luoghi rinunciando al progetto ed investire, invece, queste risorse per le altre dighe interrate e per le canalizzazioni che mancano”.
 
Nel sito di Pietrarossa, peraltro, potrebbe essere recuperata e valorizzata, secondo l’associazione ambientalista, l’area archeologica di età romana di grande interesse storico e culturale.

Articolo pubblicato il 03 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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