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Quotidiano di Sicilia

Defr 2018-20, Sicindustria: "Pronti a confronto con governo"
di Raffaella Pessina

Il presidente Giuseppe Catanzaro: “Per ripartire necessario dialogare con tutti”. “Per creare benessere sociale serve stimolare investimenti, pubblici e privati”

Tags: Economia, Sicilia, Sicindustria



PALERMO - Sicindustria detta la ricetta per risollevare le sorti della Sicilia e invita il governo regionale e il Parlamento a darsi da fare in merito. “Condividiamo la scelta di questo governo di portare avanti un confronto con le parti economico-sociali su temi strategici per il futuro dei siciliani. Penso, infatti, che per tornare a far crescere il tessuto produttivo di questa regione sia necessario il contributo di tutti e ciascuno, per la propria parte, è chiamato a collaborare affinché dalle parole si passi ai fatti”. Così, il presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro che ieri mattina ha partecipato a Villa Malfitano, a Palermo, al confronto tra governo e organizzazioni imprenditoriali sui contenuti del Documento di economia e finanza regionale (Defr) per il triennio 2018-2020.
 
Catanzaro rileva la necessità che il Pil regionale sia “superiore al 2% in media d’anno per i prossimi 5 anni e che a sostenere la crescita, siano i comparti produttivi (agricoltura,industria, costruzioni, artigianato, turismo e servizi)”.
 
La Sicilia per Catanzaro deve correre più del resto d’Italia per recuperare il ritardo accumulato. Per questo ritiene necessario verificare periodicamente il raggiungimento degli obiettivi. Secondo Catanzaro “per competere e creare benessere sociale è necessario stimolare gli investimenti, pubblici e privati, e rendere più agevole e semplice investire in Sicilia. Solo così - conclude – le imprese potranno assolvere al loro ruolo di creare ricchezza e redistribuirla attraverso l’occupazione e il gettito garantito alle casse pubbliche tramite le imposte versate”. Presenti all’incontro anche i rappresentanti delle sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone. Per loro la soluzione è: “Sviluppo e buona occupazione prima di tutto. E poi ancora infrastrutture e superamento del precariato. Solo così la Sicilia potrà ripartire. Cgil, Cisl e Uil sono pronte al confronto con il governo regionale e a presentare proposte per lo snellimento delle procedure amministrative e autorizzative e per rilanciare l’economia”.
 
Condivisione di intenti quindi da parte di tutti, e ora , dopo le elezioni e dop la approvazione del bilancio di previsione del 2018 il nuovo governo dovrà ingranare la marcia per cominciare a legiferare per il risanamento della Sicilia.

Articolo pubblicato il 07 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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