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Palermo - Passante ferroviario senza pace nuovo intoppo e scontro Rfi-Sis
di Gaspare Ingargiola

Rete ferroviaria italiana ha bollato come “ingiustificata” la richiesta dell’azienda di rescindere il contratto. A rischio un’infrastruttura attesa da 12 anni e i posti di lavoro di 261 persone

Tags: Palermo, Passante Ferroviario, Rfi



PALERMO - Una richiesta “del tutto ingiustificata”. Così Rfi ha bollato la proposta della Sis di rescindere il contratto di realizzazione del passante ferroviario e il conseguente avvio delle procedure di licenziamento di tutti i 261 lavoratori. Una doccia gelata piombata tra capo e collo su operai e sindacati, con una lettera del consorzio di imprese che, tra l’altro, ha rivelato che la richiesta di recesso del contratto, emersa soltanto adesso, in realtà è partita da quasi un mese, il 12 febbraio scorso. Una beffa se si pensa alla bella notizia che era arrivata proprio in questi giorni: dopo alcune settimane di sospensione per un guasto, la talpa meccanica “Marisol”, che sta scavando la galleria tra Notarbartolo e De Gasperi era stata riparata e aveva ripreso a scavare.
 
Anche le parti sociali si sono dette “stupite” nell’apprendere la notizia perché, come evidenziato dai segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil (Ignazio Baudo, Paolo D'Anca e Francesco Piastra) “ritenevamo risolti i problemi già un anno fa. Ci opporremo a questi licenziamenti perché sono immotivati. Chiederemo un incontro con la Sis, previsto dalla procedura, per avere immediate spiegazioni. E coinvolgeremo anche le istituzioni e il committente per fare chiarezza sulla situazione. Questa decisione avrebbe un impatto troppo forte sulla città e sui cittadini, privati di una infrastruttura che si attende da dodici anni. Non si può giocare sulla pelle dei lavoratori e scaricare sui lavoratori i problemi contrattuali tra le parti”.
 
Rete ferroviaria ha sbattuto i pugni sul tavolo intimando alla Sis di completare l’infrastruttura: “In riferimento alle notizie pubblicate dai media sull’avvio delle procedure di licenziamento dei lavoratori impegnati nella realizzazione del Passante ferroviario di Palermo - si legge in una nota - Rete ferroviaria italiana giudica del tutto ingiustificata la richiesta di interruzione del contratto avanzata da Sis, contraente generale dell’opera, che impedirebbe di portare a termine i lavori secondo le condizioni economiche stabilite. Rfi ha già diffidato Sis dal chiudere il cantiere intimando di completare i lavori, in modo da poter ripristinare il collegamento ferroviario dal centro città verso le aree urbane a Ovest di Palermo e verso l’aeroporto internazionale Falcone e Borsellino di Punta Raisi”.
 
“In quanto Committente dell’opera – si evidenzia ancora nel documento - Rfi è pronta a intraprendere le azioni più opportune per tutelare, anche in sede legale, l’interesse pubblico al completamento dell’opera ed evitare ulteriori disagi ai cittadini e ai lavoratori coinvolti nella realizzazione”.
 
Passando da una grande opera all’altra, proseguono i lavori del nuovo cantiere dell’anello ferroviario in zona Politeama. La prossima settimana dovrebbe essere liberata dalle trincee un’altra porzione dell’area 4 di via Emerico Amari, che doveva riaprire interamente a febbraio ma per la quale il Comune ha dovuto firmare controvoglia un’ennesima proroga fino al 31 marzo. Nel frattempo, le ruspe stanno scavando in piazza Castelnuovo, lato via Paternostro, ma ancora non tutte le modifiche alla viabilità preordinate dall’Ufficio traffico (quella di maggiore impatto è sicuramente il doppio senso di marcia in un tratto di via Dante) sono entrate in vigore: il principio adottato dall’Amministrazione comunale è di non stravolgere per quanto possibile la circolazione se non quando strettamente necessario.
 
Per lo stesso principio, per esempio, è stata rinviata a fine marzo la manutenzione straordinaria del ponte di via Giafar, per evitare la concomitanza con i lavori in corso sul ponte di via Papa Giovanni XXIII a Bonagia, che già da soli hanno creato parecchi disagi al traffico lungo la circonvallazione direzione Catania.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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