Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

I politici cattivi come un padre insensato
di Carlo Alberto Tregua

Si riceve ciò che si merita

Tags: Politica, Paolo Gentiloni



Dare soldi non meritati ai figli è come dare loro arsenico perché così facendo non capiscono che ogni cosa che si riceve deve essere guadagnata. E non capiscono che prima di ricevere qualcosa bisogna darne qualche altra.
Si tratta di semplici regole etiche che purtroppo la maggior parte della popolazione ignora per almeno due motivi: perché la classe degli insegnanti non la trasferisce agli allievi e perché la classe politica e burocatica, nonché quella dirigente, non danno l’esempio del relativo comportamento.
Sentire dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, due bugie, circa la crescita del Pil e la diminuzione del debito nel 2017, fa male.
Infatti, la crescita del Pil in Italia è all’ultimo posto nella graduatoria dei Paesi membri. La Polonia ha avuto una crescita del 4,2%, la Germania del 2,2%, la Spagna del 3,1%, la Svezia del 3,2%. la media europea è stata del 2,4%.
 
La seconda bugia di Gentiloni è più marcata: ha sostenuto che il debito sovrano sia diminuito, mentre da dicembre 2016 a dicembre 2017 è aumentato di ben 38,4 miliardi.
Politici insensati in questo dopoguerra non si sono occupati di livellare l’economia del Sud con quella del Nord, come è accaduto in Germania dopo il 1989. La conseguenza è che abbiamo un territorio con venti milioni di abitanti in una condizione di relativo sottosviluppo, per responsabilità della propria classe politica ma anche perché lo Stato non ha destinato le indispensabili risorse per rapportare le infrastrutture del Sud a quelle del Nord.
Politici di bassa levatura etico-culturale in questi ultimi trent’anni hanno allargato i cordoni della spesa pubblica a dismisura, corrompendo la Pubblica amministrazione affinché distribuisse favori a destra e a manca ai propri seguaci.
Ho letto un anneddoto che riporto in modo scarno: il sindaco di un Paese del Mezzogiorno doveva piazzare un raccomandato che non sapeva fare nulla. Non poteva assumerlo al Comune per eccesso di personale, non trovava nessun piccolo imprenditore che lo prendesse perché non sapeva fare nulla. Insomma non riuscì a piazzarlo.
 
 
Gli venne una luminosa idea. Chiamò il medico pubblico e gli disse di redigere un certificato con una invalidità al 46%. Poi, proseguì: “gliela aumentiamo via via fino a che possa prendere la relativa pensione”.
Di questi casi, in Italia ce ne sono stati decine o centinaia di migliaia, allargando il fabbisogno di vera assistenza che hanno alcuni cittadini, diluendo così le risorse e dandole ad altri che non ne avrebbero diritto.
La malapolitica si è diffusa contagiando e contaminando, come la gramigna, una parte del tessuto sano della popolazione.
È come se un padre insensato continuasse a finanziare il figlio scialacquone che non vuol far nulla, anziché ricondurlo sui binari della corretta attività, che deve indurre ogni persona civile a lavorare e a guadagnarsi il pane, anche facendo sacrifici di ogni genere.
Se il padre insensato consentisse al figlio di dilapidare il patrimonio di famiglia, piccolo o grande che sia, non solo lo avrebbe intossicato ma avrebbe danneggiato anche gli altri figli.
 
I politici cattivi sono come il padre insensato. Essi dovrebbero, invece, adoperarsi come il pater familias, cioè come colui che gestisce con equità e buon senso la propria comunità senza consentire privilegi a nessuno dei suoi membri.
E invece, il nostro è un Paese di privilegi, piccoli e grandi. Mentre la massa della popolazione è vessata, paga tasse e imposte abnormi e, per contro, non riesce ad avere servizi pubblici neanche di discreta qualità, salvo ovviamente eccezioni.
Dalle questioni che esponiamo deriva il marasma politico uscito dalle recenti elezioni, perché i responsabili istituzionali non sono riusciti a fare una regola elettiva che consentisse l’emersione di una maggioranza a fine voto. Ciò perché, il caos consente a tutti di pescare nel torbido e di tirare il lenzuolo dal proprio lato danneggiando chi ne resta scoperto.
Il quadro è lampante. Le persone di buon senso non possono più chiudere gli occhi né girare la testa dall’altra parte.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus