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Quotidiano di Sicilia

Esercizio provvisorio, Ddl stralcio oggi in Aula
di Raffaella Pessina

La commissione Bilancio ha approvato una risoluzione “salva Partecipate”. L’impegno del governo Musumeci: “Avanti con le riforme” 

Tags: Ars, Bilancio, Gianfranco Miccichè



PALERMO - La commissione Bilancio dell’Ars ha approvato il ddl stralcio dell’esercizio provvisorio. Dal disegno di legge è stata estrapolata la norma sui disabili per la quale si attendono chiarimenti da parte del governo in merito alla sua copertura finanziaria. “Il governo ha già le idee chiare su come procedere sulle diverse fasi di disabilità e sui costi da sostenere - ha detto il presidente della commissione Riccardo Savona - la norma sui disabili verrà pertanto trattata e approvata in Aula. Tra le altre norme previste anche una proroga dell’Eas per un anno. In commissione è stata approvata anche una risoluzione che ribalta quello che era stato il progetto, mai realizzato, di ridurre o eliminare le Partecipate. La risoluzione impegna il governo ad azzerare il piano di riordino previsto dal governo Crocetta per le società partecipate, a presentarne uno nuovo e ad approvarlo, previo parere della commissione bilancio dell’Ars.
 
Il documento “salva partecipate” prevede di bloccare il processo di riduzione e accorpamento delle società, che da 16 dovevano passare a 5. Rifacendosi alla legge regionale 11 del 2010, apre invece ad un piano di riordino che tenga conto della “possibilità per la Regione di mantenere la partecipazione e individuare ulteriori aree strategiche, nonché l’adozione di un piano di servizi e del personale al fine di garantire il processo di contenimento e di razionalizzazione della spesa” in attesa di recepire la normativa nazionale che, comunque resta ai margini delle competenze legislative speciali che la Regione ha in materia di società partecipate ed enti strumentali.
 
Intanto la Regione ha reso noti i numeri del disavanzo di amministrazione per il 2016: secondo una nota diffusa ieri il disavanzo scende da 99 a 67 milioni di euro. è l’effetto del bilancio consolidato, il primo approvato in base al decreto 118, che tiene conto dei risultati aggregati di quattro enti strumentali e di una società partecipata (Crias, Iacp di Palermo, Consorzio autostrade siciliane, Riscossione Sicilia Spa ed Eas in liquidazione), presi in considerazione nel documento che ha ottenuto il via libera dalla giunta Musumeci nei giorni scorsi. Sono rimasti fuori dal consolidato 156 tra enti, società partecipate e organismi strumentali.
 
Alla luce del consolidato, la giunta ha approvato anche il ddl di modifica del rendiconto generale della Regione per il 2016: entrambi i documenti sono stati trasmessi all’Ars che si esprimerà con delibera non legislativa nel primo caso e con voto d’aula nel secondo. Dal bilancio consolidato è emerso che su 162 enti, società partecipate e organismi strumentali della Regione siciliana soltanto 51 sono in regola con i bilanci mentre per tutti gli altri la Ragioneria generale ha riscontrato lacune, gravi carenze di informazioni finanziarie e contabili e pesanti inadempienze, segnalando il vulnus al governo Musumeci. Dall’accertamento vengono fuori casi limite, con enti e società senza bilanci da diversi anni.
 
All’Ars inoltre è cominciata la battaglia per il riconoscimento dell’insularità della Sicilia. Una battaglia trasversale come ha detto Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di “Diventerà Bellissima”. “Il riconoscimento concreto dell’insularità è un diritto che spetta alla Sicilia. Ne sono sempre stato convinto e per questo ho cofirmato il disegno di legge. Lo Stato deve riconoscere gli svantaggi che derivano alla nostra regione da questa condizione, garantendogli quindi pari diritti e dignità tramite misure di compensazione”.
 
“Questa battaglia non deve avere colore politico – ha aggiunto Aricò - Il Parlamento Europeo tramite una risoluzione ha già riconosciuto la condizione di insularità per Sicilia e Sardegna, tuttavia quel provvedimento non è stato rispettato e i problema relativi ai trasporti, al caro-biglietti e al deficit delle infrastrutture per la Sicilia e i siciliani sono ancora attuali. Noi ora con questo disegno di legge chiediamo con forza l’inserimento della condizione di insularità all’interno dello Statuto della Regione Siciliana, in modo da garantirgli dignità costituzionale".

Articolo pubblicato il 14 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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