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Ripartono i cantieri di servizi: quasi mille soggetti al lavoro
di Michele Giuliano

In provincia di Caltanissetta impegnati in 233 (53 a Gela), in provincia di Enna in 742 (178 a Leonforte). Costeranno quasi due milioni di euro per attività di pubblica utilità in due province 

Tags: Cantiere Lavoro, Lavoro



PALERMO - Quasi mille persone potranno lavorare nei cantieri servizi tra le province di Caltanissetta e Enna. Due milioni di euro all’incirca impegnati dalla Regione per lavori di pubblica utilità. A Caltanissetta saranno 60 gli occupati, mentre in 107 lavoreranno ad Enna. Altri comuni della provincia Enna con numeri “importanti” sono Agira, con 104 occupati, Barrafranca, con 76 lavoratori, Catenanuova, con 47 impiegati e Leonforte, che potrà utilizzare ben 178 operatori. I numeri per la provincia di Caltanissetta sono più ridotti. Gela, a cui è stato attribuito il numero più alto di lavoratori, ne conta 54; quindi, troviamo San Cataldo e Nicosia, con 30 e 22 impiegati nei cantieri.
 
L’assessorato regionale al Lavoro ha dato con questa impostazione l’avvio delle attività dei cantieri di servizi, riservati ai soggetti che fruiscono del reddito minimo di inserimento. I Comuni interessati hanno trasmesso al Servizio I del Dipartimento Lavoro l'istanza di finanziamento corredata dalla documentazione di rito, che non è cambiata rispetto alle annualità precedenti. Per avviare i programmi di lavoro ora dovranno essere stipulate le polizze assicurative i cui oneri dovranno essere anticipati dagli stessi Comuni. Una possibilità importante, per tante persone che possono in questo modo contare su un “lavoro” stagionale che può aiutarli nel proprio sostentamento e in quello della propria famiglia, e per i Comuni un modo per affrontare tante piccole “emergenze” che fanno parte della routine della vita di un Comune ma che implicano costi non indifferenti che potrebbe essere difficile, in tempi di budget estremamente ridotti, reperire in altro modo. I cantieri lavoro, o di servizio, sono regolati da una serie di norme. L'ultima novità normativa riguarda l'articolo 5 comma 1, della legge regionale del 27 dicembre 2016, che dispone che, per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, le misure sono estese anche ai lavoratori utilizzati nei Cantieri di Servizi già percettori del reddito minimo di inserimento.
 
Le attività sono organizzate in modo che il lavoratore possa godere di un adeguato periodo di riposo, entro i termini di durata dell'impegno. Durante i periodi di riposo è comunque corrisposto l'assegno. Nel caso in cui siano necessarie assenze per malattia, purché documentate, questo non comporterà la sospensione dell'assegno. I soggetti utilizzatori stabiliscono tra le condizioni di utilizzo il periodo massimo di assenze per malattia compatibile con il buon andamento del progetto.
 
Le assenze dovute a motivi personali, anche se giustificate, comportano la sospensione dell'assegno. Sarà comunque possibile per il soggetto utilizzatore concordare con il soggetto che ha avuto necessità personali di assentarsi il recupero delle ore non prestate e in tal caso non viene operata tale sospensione. Nel caso di assenze protratte e ripetute nel tempo che compromettano i risultati del progetto, è facoltà del Comune richiedere la sostituzione del lavoratore. Nel caso di assenze per infortunio o malattia professionale al lavoratore viene corrisposto l'assegno per le giornate non coperte dall'indennità erogata dall'Inail e viene riconosciuto il diritto a partecipare alle attività progettuali al termine del periodo di inabilità.
 
I lavoratori hanno diritto, senza riduzione dell'assegno, al congedo di maternità e di paternità e a quelli impegnati a tempo pieno sono riconosciuti, senza riduzione dell'assegno, i permessi di cui all'articolo 10 della legge 30 dicembre 1971, numero 1204. L'assegno è erogato anche per le assenze di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Articolo pubblicato il 15 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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