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Regione: Sgarbi si dimette, anzi no
di Redazione

Nel verbale della conferenza dei capigruppo si indicava la data del 27 marzo per l'abbandono della carica di assessore ai Beni Culturali. Ma il critico d'arte non ci sta: "Mi dispiace non essere gradito ma la mia volontà è restare"

Tags: Regione Siciliana, Nello Musumeci, Vittorio Sgrabi



"Quando il bilancio arriverà in aula dovrebbero essere già state depositate le dimissioni di Vittorio Sgarbi dalla carica di assessore regionale ai Beni culturali". Lo si legge nel verbale della conferenza dei capigruppo presieduta dal presidente dell'Ars Gianfranco Micciché. La data fatidica dovrebbe essere quella del 27 marzo, perché Sgarbi, eletto alla Camera, si insedierà il 23 di questo mese.
Ma il critico d'arte non ci sta: "Mi dispiace non essere gradito ma la mia volontà è restare" dichiara.
 
"Le mie dimissioni - aggiunge - tema di grande interesse per le cronache, sollecitato dalla dichiarazione dell'assessore Toto Cordaro (rappresentante della Giunta all'Ars) il quale ha indicato una scadenza al 27 marzo che non corrisponde né alla costituzione del nuovo governo né alla convalida della mia nomina a parlamentare".
 
"Per rispetto delle funzioni e dell'incarico - sottolinea l'assessore in carica - ricordo di aver dichiarato che mi sarei dimesso da assessore soltanto se nominato ministro", ipotesi che Sgarbi ritiene "largamente improbabile".
 
"Prendo atto che, diversamente dagli accordi definiti prima delle elezioni regionali, il presidente e la giunta ritengono che io debba rinunciare all'assessorato in quanto nominato deputato, e che quindi, al di là dei risultati, risulto sgradito. Per questo sono costretto ad accettare una decisione che non è la mia, e che in ogni caso risponde a una procedura diversa da quella indicata dell'assessore Cordaro; procedura che ben conosce il deputato Raffaele Stancanelli, già senatore e sindaco di Catania, oltre che vicino a Musumeci".
 
"Gli uffici della Camera - spiega Sgarbi - mi comunicano che la proclamazione del 23 marzo non coincide con la convalida a deputato, la quale è sancita dalla giunta delle elezioni, ancora non costituita". "Mi dispiace - aggiunge - non essere gradito, nonostante io abbia fatto molto più di quello che mi viene riconosciuto, a partire dalla mostra su Boldini che ho disertato oggi, sapendo che non sarebbe stato oggetto della conferenza stampa. Aggiungo, per il presidente Nello Musumeci, che tra le iniziative in corso vi è quella con lo sponsor privato che s'impegna per la ricostruzione del Tempio G di Selinunte per un costo di 39 milioni di euro, senza alcun contributo regionale. È questa la ragione per cui intendo arrivare alla conclusione naturale del mandato. Se i patti fossero rispettati, direi che la mia volontà è quella di restare assessore in Sicilia".

Articolo pubblicato il 16 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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