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Quotidiano di Sicilia

Fondi Ue, 4 anni per lo 0,5% di spesa
di Dario Raffaele

Il dipartimento alla Programmazione parla il burocratese: 2,5 mld € di procedure attivate. Ma i fondi spesi sono poco più di 5 mln. Per evitare il disimpegno automatico occorre certificare a fine 2018 circa 760 mln di euro 

Tags: Unione Europea, Fondi



CATANIA - La Regione continua a parlare il burocratese per confondere le acque e smorzare la realtà dei fatti: la spesa dei fondi Ue 2014-2020, ad oltre metà del suo percorso, è praticamente ferma allo “zero virgola”.
 
Lo avevamo già denunciato nell’inchiesta pubblicata il 6 gennaio scorso: al 31 dicembre 2017 la spesa certificata era inchiodata allo 0,4% dei 15,4 mld disponibili (tra Fse, Fesr, Psr, Feamp, Pac, Pon Metro e Patto per il Sud). Giovedì lo ha confermato ancora una volta il commissario europeo Gilbert Morin in visita (con delegazione al seguito) a Palermo per fare il punto sull’andamento della spesa (del solo Fesr): “Ad oggi non ci sono i presupposti per raggiungere i target di fine anno e questo vuole dire perdere i fondi destinati alla Regione siciliana”.
 
“Siamo allo 0,5% della spesa di programma e dobbiamo arrivare a 767 milioni di euro entro il 31 dicembre. Stiamo accelerando ma non si può fare in sei mesi quello che non si è fatto in quattro anni. Ma siamo fiduciosi e sono convinto che l’impegno dei direttori dei Dipartimenti coinvolti nel processo di spesa sarà mantenuto. - ha detto il presidente della Regione Musumeci - Finora si è guardato più alla quantità della spesa e non alla qualità. Chi governa non può fare contenti tutti ma deve fare delle scelte ed oggi la scelta in Sicilia si chiama infrastrutturazione e innovazione”.
 
Ma se il presidentissimo ha fatto mea culpa e ha espresso tutta la sua preoccupazione (anche se la responsabilità di quanto la Sicilia sta vivendo ricade in gran parte sulle spalle dell’ex Rosario Crocetta), il dipartimento della Programmazione sembra essere più ottimista e usando il “burocratese” di cui si è detto, probabilmente, riesce nell’intento.
 
“Ammontano a oltre due miliardi e mezzo di euro le procedure attivate nell’ambito del Po Fesr 2014-2020, con un incremento di circa 670 milioni di euro rispetto allo scorso luglio. Sono stati pubblicati a oggi bandi per 1.177.145.477 euro e avviati grandi progetti per 1.024.473.075 euro, ai quali si aggiungono 321.899.656 euro di altre procedure avviate, per un totale di 2.523.518.208 euro di risorse del Po Fesr Sicilia 2014-2010 messe a disposizione del territorio”. “Sono 69 le procedure finora attivate. – ha continuato il dipartimento della Programmazione - Per il primo trimestre 2018 è previsto l’avvio di ulteriori procedure per 326 milioni di euro, mentre per il secondo trimestre la previsione è di altri 175 milioni.
 
Le procedure in corso di definizione, invece, ammontano a 287 milioni. Inoltre, nel corso della seduta, sono state approvate misure correttive per centrare gli obiettivi di spesa a fine anno, con le previsioni di arrivare a una spesa di 820 milioni, con cui si centrerebbero, superandoli, gli obiettivi previsti dai regolamenti comunitari (target “N+3” e “Performance framework”). Parole, parole, parole… ma la spesa sta a zero. Soldi impegnati, bandi pubblicati ma, i destinatari dei fondi, per lo più le imprese, ancora non hanno visto un solo euro, rischiando così di veder vanificato quanto programmato (e investito, facendo ricorso alle banche) per tempo.
 

 
A luglio il prossimo monitoraggio ma potrebbe essere già tardi
 
Per l’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano, intervenuto alla seduta, “la Regione darà il massimo del proprio impegno per adempiere alle richieste da parte della comunità europea. Abbiamo il dovere morale – ha aggiunto Turano – di non deludere la fiducia che ci ha concesso la Commissione europea. Sugli Obiettivi Innovazione e Imprese daremo risposte efficaci nella definizione delle procedure e nell’erogazione dei contributi. Su altri obiettivi segniamo il passo, ma da parte della Regione c'è l'interesse di recuperare il gap economico”.
“I dati raccontano un avanzamento delle procedure – riassumono dall’Autorità di coordinamento dell’Autorità di gestione del Programma -. A luglio sarà fatto un altro controllo di monitoraggio per non arrivare con eventuali sorprese alla scadenza del 31 dicembre 2018. è confortante che i nuovi dirigenti generali a capo dei centri di responsabilità del Po Fesr 2014-2020 abbiano pressoché tutti confermato le previsioni di spesa dei dipartimenti regionali. Siamo certi che se le misure correttive per accelerare sono condivise da tutti, si potranno superare tutti i target di fine anno”.
 

Articolo pubblicato il 17 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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