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Nella fabbrica dell'energia solare un nuovo balzo tecnologico
di Desirée Miranda

Investimento da 100 milioni di euro nello stabilimento 3Sun di Enel, il più grande d’Europa. Il sito di Catania primo al mondo a produrre il pannello fotovoltaico bifacciale Hjt

Tags: Energia, 3sun, Fotovoltaico, Sicilia, Catania



CATANIA - “Abbiamo rilanciato il sito di 3Sun e abbiamo aggiunto un’innovazione tecnologica unica nel mondo. Possiamo dire con orgoglio che è un made in Italy, made in Enel Green power, made in Catania”. Presenta così al nostro giornale, il responsabile 3Sun Antonello Irace, il nuovo progetto 3Sun 2.0 che, attraverso l’utilizzo di nuovi pannelli fotovoltaici più efficienti, permetterà una ulteriore balzo tecnologico per quello che è il più grande impianto di pannelli fotovoltaici in Europa.
 
Sarà Catania la sola power utility integrata a poter contare su un impianto interno che produce pannelli destinati a soddisfare parte del fabbisogno per i progetti Enel in tutto il mondo, il centro della produzione dei nuovi pannelli.
 
“La bifaccialità che cattura l’energia del sole per trasformarla in energia elettrica, dal fronte e dal retro, e l’efficienza che ci rende molto competitivi” sono, secondo il responsabile Antonello Irace, le caratteristiche più importanti della nuova produzione.
 
Una nuova tecnologia che a regime permetterà un aumento di efficienza fino al 20%, sebbene l’obiettivo è del 24%, e una produzione a ciclo continuo di 1.400 panelli al giorno, ovvero circa cinque mila pannelli all’anno.
 
Efficienza che però sarà raggiunta in diversi step. Il primo, in avvio nel secondo trimestre di quest’anno, prevede la realizzazione di una nuova linea di assemblaggio di celle in cristallino per la produzione di pannelli bifacciali con una capacità produttiva massima di 80 MW all’anno e una potenza massima di 360W per pannello.
 
Con questi pannelli si passerà da un’efficienza attuale del 10% a circa il 18%. La seconda fase sarà avviata nel primo trimestre del 2019 e prevede una nuova linea produttiva di celle di tipo HJT (basate sulla tecnologia ad eterogiunzione, ovvero la giunzione di due tipi di silicio, l’amorfo e il cristallino) con un capacità produttiva massima di 110 MW all’anno e il raggiungimento del 20% dell’efficienza.
Sarà con la terza e ultima fase, nel terzo trimestre dell’anno prossimo a cambiare le carte in tavola in merito alla capacità produttiva. Questa infatti, grazie alla linea HJT, raddoppierà fino a un livello massimo di 200 MW annui e con future ottimizzazioni potrà raggiungere i 250 MW.
 
La conversione della produzione a Catania costerà circa 80 milioni di euro, in parte finanziati dal programma europeo di ricerca e innovazione Horizon 2000, in parte dal Ministero dello sviluppo economico e dalla Regione siciliana con il progetto Ampere.
I pannelli non verranno venduti, almeno per il momento, ma saranno utilizzati negli impianti di Enel Green power in giro per il mondo, “ma chissà nel futuro”, aggiunge Irace, che si augura distese di terreno con questa tecnologia anche in Sicilia. “Sarebbero i primi a chilometro zero”, conclude.
 
Presenti all’ incontro anche il presidente di Enel, Patrizia Grieco che si è detta “orgogliosa” del nuovo progetto e il responsabile di Enel Green power Antonio Cammisecra.
 
“Proprio qui a Catania vantiamo un esempio virtuoso di attuazione della nostra filosofia di ricerca e innovazione”, ha detto Grieco. L’impegno economico sulla fabbrica si lega sinergicamente a quello, da 20 milioni di euro, destinato all’Enel Innovation Lab dove sono presenti laboratori specialistici dell’azienda per sperimentare tecnologie innovative nelle fonti rinnovabili. La struttura diventerà un campus votato all’innovazione e un acceleratore di imprenditorialità giovanile per il settore energetico. In totale, dunque, verranno investiti nel sito etneo circa 100 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra: Cammisecra, Grieco, Irace
Da sinistra: Cammisecra, Grieco, Irace