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Sportelli multifunzionali prorogati ma lontanissimi dallÂ’occupazione
di Michele Giuliano

Stessi stanziamenti, stessa impostazione: l’apparato si accinge a ricalcare il fallimento degli anni passati. Anche per il settore della formazione professionale non s’intravedono cambiamenti

Tags: Sportelli Multifunzionali, Occupazione, Patrizia Monterosso



PALERMO - Arriva l’ok dalla Commissione regionale per l’Impiego della Regione Siciliana per la proroga dei progetti attuativi degli Sportelli Multifunzionali sino al prossimo 31 marzo, come si evince dal recente decreto dell’Agenzia per l’impiego.
Poi si delinea anche il nuovo Piano regionale dell’offerta formativa del 2010. Il Dirigente Generale del Dipartimento della Formazione professionale, Patrizia Monterosso, ha comunicato che la graduatoria provvisoria, linea di finanziamento a carico del bilancio regionale, sarà pronta tra qualche giorno e terrà conto delle ore che saranno effettivamente ammesse a finanziamento.

Il volume complessivo ammonterà a un milione 927 mila 927 ore e censirà una riduzione di circa 9 mila 446 ore rispetto al 2009. Il nuovo anno quindi si prepara con pochissime novità sostanziali per le politiche del lavoro della Regione, uno dei punti deboli da sempre del governo di Palazzo d’Orleans. In pratica, almeno in queste prime battute, le tanto decantate “innovazioni” non sembrano essere state intavolate. Specie se si guarda agli Sportelli multifunzionali. Questo apparato resta così com’è, senza alcun correttivo che, a ben guardare, sino ad oggi ha evidenziato un generale fallimento dei suoi obiettivi. L’incontro tra domanda e offerta di lavoro resta ai minimi termini, l’obiettivo di contrastare la disoccupazione praticamente non è mai stato minimamente scalfito, con l’aggravante che questo sistema costa un occhio della testa ai siciliani. Sono 52 i milioni di euro stanziati in bilancio dalla Regione per pagare i ben 241 Sportelli multifunzionali che sono cresciuti nell’arco di pochissimi anni. Inizialmente erano poco meno di 200 ma evidentemente qualcuno ha creduto così tanto in queste strutture da moltiplicarle. I loro costi sono davvero lievitati di anno in anno. Così come si legge in un recente decreto dell’Agenzia per l’Impiego in materia, viene citato l’articolo 41 della legge regionale dell’8 febbraio del 2007, il numero 2, riguardante le Disposizioni programmatiche e finanziarie per l’anno 2007, che così recita: “Nelle more della riforma dei servizi per l’impiego e della formazione professionale, al fine di assicurare i livelli occupazionali tutelati dall’articolo 2 della legge regionale 1 settembre 1993, numero 25, e successive modifiche ed integrazioni”. In pratica fino a che la Regione non cambia l’attuale assetto si dovrà continuare a garantire un vero e proprio “vitalizio” a queste strutture seppur non in grado di raggiungere gli scopi per i quali sono state istituite.

Da stendere un velo pietoso anche attorno al Prof: anche qui si garantisce lo stesso tetto di spesa degli ultimi anni (242 milioni di euro) nonostante di inserimento professionale non se ne vede nemmeno l’ombra. E non manca l’aggravante: non si spiega infatti l’esorbitante costo che si registra nell’Isola per singolo allievo rispetto al resto dell’Italia. Da queste parti tra Stato, Regione e Unione Europea si arriva a spendere all’incirca 12 euro l’ora per ogni corsista quando invece la media nel Centro Nord, rilevata dall’Isfol, è di 8 euro e nel Meridione è di 9,8 euro.
 

 
L’approfondimento. Esperienza che non ha migliorato il sistema
 
PALERMO - Tanti, troppi soldi spesi dalla Regione, con il contributo massiccio di Stato ed Union Europea, senza raggiungere risultati. è evidente la falla nell’ambito delle politiche del lavoro dei governi che si sono succeduti a Palazzo d’Orleans.
L’esperienza degli Sportelli multifunzionali nasce dal più generale processo di riforma degli enti regionali di formazione professionale, che prevede per l’appunto l’attivazione di appositi sportelli con il compito di garantire servizi quali accoglienza ed informazione, consulenza, orientamento, e per l’appunto il follow-up, rivolti sia ai soggetti (studenti, giovani, adulti inoccupati e disoccupati) impegnati nella (o interessati alla) scelta di opportunità formative e di qualificazione, sia alle aziende interessate alla ricerca di personale o alla riqualificazione e aggiornamento di quello già impiegato (Circolare Assessorato al lavoro n. 2 del 8 giugno 2000).
Poi c’è la formazione professionale, quella che dovrebbe garantire un inserimento del disoccupato immediato sul mercato del lavoro. L’Istat però parla di una disoccupazione giovanile che sta sfiorando il 40 per cento, e questo dice già tutto.

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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