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Maggioranza risicata, Musumeci: "No a mercato nero"
di Raffaella Pessina

Aula rinviata a lunedì: all’odg consolidato e rendiconto per il 2016. Lo dice Musumeci che ammette: “Colpa della legge elettorale” 

Tags: Ars, Nello Musumeci



PALERMO - Cronaca deludente in questi giorni a Palazzo dei Normanni sui lavori d’Aula. Questa settimana Sala D’Ercole era stata aperta martedì pomeriggio per approvare il disegno di legge contenente alcuni articoli che erano stati stralciati dal ddl dell’esercizio provvisorio, ma la scarsa tenuta della maggioranza ha convinto l’assessore regionale all’economia Gaetano Armao a proporre di farlo confluire in finanziaria per poterlo esaminare entro i tempi previsti. Nella notte tra martedì e mercoledì, peraltro, la Giunta ha approvato la Finanziaria.
 
Una seduta lampo quella di ieri mattina aperta dal Presidente Miccichè e subito rinviata al pomeriggio, rinvio che è stato spostato a lunedì della prossima settimana. L’obiettivo di Governo e Parlamento è di approvare entro il 31 marzo i documenti finanziari, senza sforare di un giorno la durata dell’esercizio provvisorio. Per questo ieri mattina si è riunita la conferenza dei capigruppo per stilare il crono programma.
 
Al termine della riunione è stata approvata la proposta dell’assessore Armao: trasferire il cosiddetto “ddl stralcio” all’interno della legge di Stabilità e accelerare in Aula il voto sugli altri tre documenti, il bilancio consolidato del 2016, il rendiconto generale 2016 e il Defr che non dovranno essere emendati e dunque non sottoposti ad alcuna maratona in Aula. Il Defr non è ancora stato incardinato, attende infatti il via libera dalla Commissione Bilancio di oggi, dopo l’audizione della sezione di controllo della Corte dei Conti presieduta da Maurizio Graffeo. I primi due documenti sono stati iscritti all’ordine del giorno dell’Aula. Alla riunione dei capigruppo hanno partecipato, in rappresentanza del governo, l’assessore al Territorio Totò Cordaro e lo stesso Armao. Contro Armao e la maggioranza si è scagliato Cateno De Luca di Sicilia Vera.
“L’intervento dell’assessore Armao – ha detto De Luca - è il segno di una vera e propria capitolazione. Preso atto della mancanza di una maggioranza politica e d’Aula per andare avanti con il disegno di legge stralcio si cerca di serrare le fila portando la discussione in fretta e furia verso la finanziaria e i documenti collegati. Abbiamo bloccato, con una serie di emendamenti mirati e qualificati, un vero e proprio assalto alla diligenza con ulteriori e incontrollati costi per la Regione. Il presidente Musumeci può fare una scelta di rottura col passato - dice ancora De Luca -, una scelta di trasparenza e legalità oppure può scegliere di proseguire sulla strada di Crocetta: assecondare una gestione opaca e illegale della cosa pubblica, favorendo consorterie e coprendo l’illegalità”.

Gianfranco Miccichè si è mostrato invece fiducioso sulla approvazione della finanziaria entro la fine di marzo. “Avete mai visto un governo che non approva la finanziaria? - ha detto - Se riusciamo a farlo entro il 31 saremo felici...”.
 
Intanto, dopo le difficoltà incontrate in Aula sulla tenuta della maggioranza, si registra una levata di scudi dei fedelissimi del Presidente Musumeci: “Il governo non sarà ostaggio dei franchi tiratori, se non si fanno le riforme si va tutti a casa”. Un aut aut che non lascia spazio ad interpretazioni. “Lo spettacolo a cui assistiamo in questi giorni all’Ars, pone in evidenza un tema quanto mai attuale: la maggioranza è in difficoltà perchè le elezioni sono finite e serviva la coalizione di Musumeci per assicurarsi un posto in Parlamento per 5 anni”, affermano Eduardo De Filippis, esponente del movimento #Diventerà Bellissima, e Domenico Bonanno, componente dell’assemblea regionale del movimento guidato dal presidente della Regione. “Coloro i quali - aggiungono - in campagna elettorale giuravano fedeltà al candidato presidente e alla coalizione, sono gli stessi che oggi presentano emendamenti e sub-emendamenti ad hoc e si allontanano dall’aula nei momenti chiave con il chiaro intento di mettere in difficoltà governo e maggioranza. Il governo Musumeci, forte del sostegno e della fiducia dati dai siciliani, non cede ai ricatti di quanti, eletti dietro i simboli Musumeci Presidente, sfruttano il voto segreto ed il regolamento d’aula per provare a mettere pressione all’esecutivo”.

Articolo pubblicato il 22 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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