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Regione: Musumeci senza truppe alla guerra del Defr
di Redazione

Il documento di economia e finanza regionale approntato da Armao, in discussione da lunedì, rischia per la mancanza di numeri dalla maggioranza, che invita le opposizioni a "sbloccare l'aula". Lupo risponde che il Pd voterà contro il Defr "perché non sostiene la crescita economica e l'occupazione". Il documento, secondo la Corte dei Conti, che però raccoglie l'invito alla collaborazione di Micciché, "Manca di elementi sostanziali per potere espletare pienamente le proprie funzioni". Armao fiducioso

Tags: Nello Musumeci, Regione Siciliana, Defr 2018-2020, Gaetano Armao



Il governo Musumeci in aula non ha i numeri per sostenere il documento di economia e finanza regionale, che sarà esaminato dall'aula nella seduta di lunedì prossimo. Così, al termine della riunione in commissione Bilancio tra il governatore Nello Musumeci, il vice presidente Gaetano Armao e i capigruppo di maggioranza e opposizioni, il capogruppo di Fi all'Ars, Giuseppe Milazzo propone alle minoranze di "costruire insieme un percorso istituzionale, garantendo al presidente della Regione Nello Musumeci, che si è presentato agli elettori con un programma, a di portare avanti le iniziative".
 
SBLOCCARE L'AULA
"L'importante - dice Milazzo - è sbloccare l'aula: la situazione di stallo che stiamo vivendo non sta bene a nessuno. Noi siamo disponibili a valutare e sostenere le proposte delle minoranze e confrontarci con loro sulle nostre. In questa fase non ci possono più essere schieramenti di maggioranza e opposizione".
 
IL NO DEL PD
Secca la risposta di Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all'Ars: "Il Pd voterà contro il Defr del governo regionale perché non sostiene la crescita economica e l'occupazione produttiva della Sicilia".
"Siamo in attesa di conoscere i contenuti della Manovra economica che,- aggiunge - sino ad ora, continua ad essere solo annunciata dal governo".
 
I CONTENUTI DELLA FINANZIARIA
La finanziaria del governo Musumeci, come ha anticipato il forzista Milazzo prevede accorpamento di Irfis, Crias e Ircac, soppressione dell'Ente per lo sviluppo agricolo (Esa), abolizione degli Istituti autonomi case popolari (Iacp) con la creazione di un'unica Agenzia, rilancio delle ex Province con l'attribuzione di nuove competenze, tra cui acqua e rifiuti, a Liberi consorzi e città metropolitane.
 
SAVONA FORNISCE LE CIFRE
Dal Defr, ha affermato il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona, è emerso "il disavanzo complessivo di 400.179.733 euro nel 2018, il mancato contenimento della spesa per il personale e le carenze dell'organizzazione amministrativa". Altra anomalia evidenziata dalla Corte dei conti riguarda le partecipate. Qualche spiraglio arriva, invece, "per le spese sanitarie che segnano una riduzione di oltre 500 milioni".

ARMAO PARLA DI COLLEGIO DI REVISORI
Consapevole dei limiti del Defr ma fiducioso nell'azione del governo è l'assessore all'Economia Gaetano Armao.
"Il Defr - ha detto - fotografa una situazione drammatica che impone rigore. Si tratta di un documento ponte che chiude un'impostazione che vede la Regione in assoluta remissione rispetto allo Stato. L'obiettivo di questo governo è rinegoziare accordi con lo Stato. Siamo pronti a istituire un collegio dei revisori che abbia un ruolo di controllo sulla finanza pubblica, sulle partecipate e sugli enti collegati".
 
TEMPI STRETTISSIMI
La manovra sarà trasmessa a breve all'Ars per l'esame dei documenti nelle commissioni di merito e nella Bilancio. I tempi sono strettissimi, il 31 marzo scade l'esercizio provvisorio e senza un'accelerazione dei lavori parlamentari e sarebbe necessaria una proroga dei termini: il presidente Musumeci confida però nel buon senso di maggioranza e opposizione. Se l'appello di oggi ha fatto breccia tra i deputati si vedrà già lunedì prossimo quando l'Ars si riunirà per votare il bilancio consolidato e il rendiconto per il 2016.

IL GIUDIZIO DELLA CORTE DEI CONTI
Intanto sul Defr 2018-2020 arriva dalla sezione di controllo Corte dei Conti, presieduta da Maurizio Graffeo, un duro giudizio e una disponibilità alla collaborazione.
Nella relazione sul documento viene scritto: "Sembra scontare i limiti derivanti dalla 'profonda revisione' che il nuovo governo regionale, come lo stesso dichiara, ha ritenuto di effettuare, in un arco temporale estremamente ristretto" su quanto approvato dalla precedente giunta. "Sebbene emergano le nuove linee di indirizzo della politica finanziaria regionale - continua la Corte - permangono alcune fondamentali lacune rilevate in passato dalla Corte in sede sia di audizione all'Assemblea regionale siciliana che in relazione di parifica".
"Il Defr - scrive la Corte - pur contenendo frammentariamente parte degli elementi minimi richiesti dal legislatore manca, infatti, anche quest'anno di elementi sostanziali per potere espletare pienamente le proprie funzioni nel processo di programmazione di bilancio".
 
LA PROPOSTA DI MICCICHE'
Il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè ha risposto immediatamente "Stiamo valutando la possibilità di effettuare ulteriori tagli della spesa dell'Assemblea, oltre ai risparmi già ottenuti con la riduzione degli stipendi dei dipendenti" e ha lanciato alla Corte un invito alla collaborazione che sarebbe stato raccolto dal presidente Graffeo, disposto "a collaborare con l'Assemblea regionale per trovare soluzioni ed esprimere pareri".

Articolo pubblicato il 22 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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