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Palermo - Consiglio comunale a nervi tesi, la maggioranza gioca in difesa
di Gaspare Ingargiola

Ieri un’altra seduta saltata per mancanza del numero legale e opposizione sul piede di guerra. Chinnici (capogruppo Pd): “Piccole battute d’arresto che saranno presto superate” 

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO - Tra Giunta e il Consiglio comunale i nervi sono ormai a fior di pelle. Anche ieri la seduta d’aula è saltata per mancanza del numero legale. E mercoledì sera altra seduta infuocata sul Ponte Corleone con la relazione del responsabile dell’area tecnica della Rigenerazione urbana e delle Opere pubbliche, Nicola Di Bartolomeo, che non ha placato gli animi di un’opposizione sempre più ai ferri corti con una maggioranza scricchiolante.
 
 
Per uscire dal pantano il presidente del Consiglio comunale Totò Orlando aveva proposto un calendario preciso: mercoledì Ponte Corleone con Di Bartolomeo e l’assessore ai Lavori pubblici Emilio Arcuri, poi gli statuti delle partecipate e la relazione dell’assessore alla Cultura Andrea Cusumano sull’organizzazione degli eventi di Palermo Capitale. Ad accendere la miccia su questi temi tra l’altro erano stati due orlandiani, Sandro Terrani e Giulio Cusumano. Un altro esponente della maggioranza, Rosario Arcoleo del Pd, aveva chiesto anche un confronto con il sindaco e con gli alleati “perché nella maggioranza non c’è unità e senza una solida azione politica, l’incisività dell’azione di governo è a rischio”.
 
Mercoledì la relazione di Arcuri e Di Bartolomeo non è filata liscia. Per l’architetto la risposta sulla stabilità e la sicurezza del Ponte Corleone “è difficile da dare. Se si mantiene con rigore il limite di velocità, riducendo se è il caso la carreggiata, il passaggio sul ponte è relativamente sicuro”. Un avverbio, quel “relativamente”, che ha dato la stura alle reazioni dell’opposizione: “Se il ponte è relativamente sicuro - ha attaccato il capogruppo del M5s Ugo Forello - significa che è anche relativamente pericoloso. In queste condizioni, in mancanza di atti concreti che attestino la reale situazione della struttura, chiedo a nome di tutto il gruppo la chiusura del ponte. Nel dubbio, intanto si chiude”.
 
Una perizia strutturale sull’infrastruttura costerebbe 180 mila euro: “Il progetto partirà non appena finanziato, dopo l’approvazione del bilancio”, ha assicurato Di Bartolomeo. Giovedì mattina però la seduta è saltata ancora una volta e la minoranza è ripartita all’attacco: “Palermo - ha detto Fabrizio Ferrandelli - ha un sindaco che è impegnato a girare il mondo raccontando una città che non c’è. E il Consiglio comunale non può che riflettere lo stato di caos e di abbandono di chi amministra la città. Se questo disfacimento di maggioranza venisse confermato nelle prossime settimane, proveremo a spingere verso le dimissioni anticipate per ridare la parola ai palermitani”.
 
“A Sala delle Lapidi – ha rincarato la dose Sabrina Figuccia dell’Udc - è andata in scena l’ennesima plastica rappresentazione dello stato comatoso dell’attuale maggioranza che dovrebbe sostenere il sindaco Orlando, ma che, in pratica, si è sciolta come neve al sole. Ancora una volta, quindi, mentre la città attende l’approvazione di importanti atti come il Bilancio consolidato e gli statuti delle aziende partecipate, gli orlandiani non riescono neanche ad avere i numeri per far lavorare il Consiglio”.
 
Malumori anche nella maggioranza. Il leader di Sinistra Comune Giusto Catania ha ammesso che “la maggioranza consiliare, davanti alla prova dell’aula, manifesta una seria difficoltà: vanno indagate tutte le ragioni politiche che rischiano di impantanare i lavori del Consiglio comunale. È necessario fare di tutto per evitare la paralisi del Consiglio e rimettere al centro il bene comune e le prospettive di trasformazione della città. Serve un gesto di responsabilità da parte di tutti i consiglieri per evitare di mettere in difficoltà la vita reale della città”.
 
Poi una sottolineatura che sembra una stoccata all’indirizzo non solo degli avversari politici ma anche degli alleati: “In questi mesi – ha detto - i quattro consiglieri di Sinistra Comune hanno garantito una presenza costante e attiva e anche oggi, come al solito, sono stati tutti presenti in Aula mentre i lavori venivano chiusi per la mancanza di numero legale”.
 
A tentare di gettare acqua sul fuoco è stato il capogruppo del Pd a Sala delle Lapidi, Dario Chinnici, il quale ha affermato come non vi sia “alcuna paralisi all'interno del Consiglio comunale”. Per Chinnici, “la maggioranza è coesa. Queste piccole battute d’arresto saranno superate al più presto nell’interesse generale e con il consueto senso di responsabilità. L’opposizione pensi a proporre in modo costruttivo piuttosto che alimentare polemiche inesistenti”.
 
Nel frattempo, il Pd ha accolto l’ormai ex capogruppo consiliare di Palermo 2022 Francesco Bertolino. Di fatto è il primo acquisto del gruppo dem (che adesso conta su cinque elementi) dopo l’adesione del sindaco Orlando e del presidente della Gesap Fabio Giambrone. Neppure il presidente del Consiglio Totò Orlando, dato tra i papabili, ha ancora formalizzato il trasferimento tra le fila dei democratici. Con Bertolino passano al Pd l’ex consigliere comunale Aurelio Scavone e un gruppo di ex militanti della Rete, il partito fondato negli anni Novanta da Leoluca Orlando.

Articolo pubblicato il 23 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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