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Tutti i contributi all’Inpdap in una volta, un salasso
di Lucia Russo

Tre ragioni per cui la Regione ha fatto marcia indietro dalla l.r. 2/02. Il Fondo pensioni rende possibile una gestione dedicata

Tags: Inpdap, Pensioni, Ignazio Tozzo



PALERMO - L’onere; la mancanza di una gestione dedicata; il dover versare i contributi maturati tutti in una volta. Queste le ragioni dell’abrogazione della norma del 2002 che affidava all’Inpdap, come tutte le altre Regioni, l’erogazione delle pensioni.
Ignazio Tozzo, dirigente regionale (ex direttore del Personale) individuato dalla Giunta per la direzione del “Fondo Pensioni Sicilia” ci spiega molto chiaramente queste ragioni.

Tozzo : “È sempre preferibile una gestione domiciliare che una gestione esterna.Tre sono i motivi per cui si è deciso per una gestione interna, innanzitutto una convenzione con l’Inpdap è onerosa. La seconda ragione  è che l’Inpdap  non ci avrebbe concesso una gestione autonoma di questi contributi, bensì inserito nel calderone generale della sua gestione anche le somme della Regione Sicilia. Arrivati a questo punto, diventava difficile verificare se effettivamente i rendimenti che erano legati anche alle operazioni di immobilizzazione tornassero integralmente alla Regione o se una quota di questi, intesa anche come costi generali, restasse all’Inpdap. Una gestione non dedicata degli investimenti legati alle contribuzioni, si rivelava una gestione, diciamo così, ad occhi chiusi.

“In più la Regione desiderava una gestione dedicata, cioè che desse contezza dei contributi versati e quanto tutto questo rendesse come crescita del monte contributivo.
“La terza ragione  - continua Tozzo - è che l’Inpdap, per farsi carico della gestione per un ente esterno come la Regione, voleva versato tutto il montante contributivo fino ad allora maturato, operazione che per la Regione sarebbe stato un bagno di sangue. Altra cosa è invece l’operazione che è stata fatta in questo momento, cioè 59 milioni € all’anno per 15 anni (fino a raggiungere la dotazione totale di 885 mln) che la Regione va accantonando in maniera aggiuntiva.

“Banalmente, per parlarci fuori dai termini tecnici: fino ad oggi come avviene il pagamento delle pensioni? Si attinge direttamente dal bilancio dal capitolo delle spese, mentre il versamento dei contributi avviene come entrate, quindi come delle tasse, delle imposte. Ovvero non c’è stato un accantonamento reale delle contribuzioni, man mano che il personale ha avuto le trattenute.

“La Regione cosa ha fatto? Dal momento che non può recuperare tutta in una volta la posizione di 4 mila dipendenti dall’oggi al domani, allora ha detto: io ogni anno metto da parte 59 milioni di euro e, sostanzialmente, in 15 anni, recupero le somme stimate in circa 885 milioni di euro.
L’Inpdap questo non lo avrebbe mai accettato avrebbe voluto tutto il montante contributivo fino ad allora versato”.

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Ignazio Tozzo, dirigente regionale
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