Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Governo: lunedì di pretattica, verso il "Grillusconi"?
di Redazione

Dopo che il M5s ha "perso l'innocenza" con l'accordo sui presidenti di Camera e Senato, Grillo diventa Salvinista e Salvini chiede il premier per il centrodestra, dove il Cavaliere manovra dietro le quinte. Mattarella intanto confida nella Pasqua per far decantare le reazioni dei mercati

Tags: M5s, Berlusconi



"Il prossimo premier non potrà che essere indicato dal centrodestra", scrive su Fb Salvini aggiungendo "Noi siamo pronti".
 
"Un governo con 5 stelle? Sì... parzialmente", dice il capogruppo della Lega Giorgetti, che apre sul reddito di cittadinanza: "Vediamo se possiamo declinarlo in un altro modo ..se è una misura universalistica per sostituire la pensione, non ha assolutamente senso, se è qualcosa che incentivi la ricerca del lavoro, allora può essere valutato".
  
Anche Luigi Di Maio non scarta l'ipotesi di un governo col Carroccio: "Siamo aperti a tutti".
 
Persino Beppe Grillo si mostra fiducioso: "Salvini quando dice una cosa la mantiene".
 
 
Sembrerebbe cosa fatta per il governo "Grillusconi", come viene già chiamato, ma c'è da registrare la discesa in campo di Marco Travaglio che avverte: "Se Di Maio va con Lega gli servirà una scorta".
 
Secondo il segretario del Pd Martina il tempo degli alibi è finito: "Centrodestra e M5S facciano sapere come governeranno" chiede, spiegando che l'accordo per i presidenti di Camera e Senato è già un accordo politico.
 
Insomma, il M5s ha già "perso l'innocenza" con l'accordo con Berlusconi, che continua a manovrare dietro le quinte.
Intanto, a sentire gli analisti, Mattarella confida nella pausa di Pasqua per far decantare le reazioni dei mercati.
 
Resta il fatto che nessuno ha i numeri per governare da solo.
 
Sullo sfondo, un paese dilaniato dalla crisi, soprattutto al Sud e in Sicilia: "Il lavoro sia tra le priorità", invoca il segretario della Cei Galantino.
 
Intanto il nuovo corso alle Camere ha anche una ricaduta linguistica: dopo le presidente, le ministre e le sindache Boldriniane, la Casellati intima: "Chiamatemi presidente, non presidentessa".

Articolo pubblicato il 26 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus