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Cisl Sicilia: "Emergenza permanente, Musumeci ci incontri"
di Raffaella Pessina

L’Ars, intanto, ha approvato ieri il rendiconto 2016, M5s ha votato contro. L’appello della Cisl Sicilia al Presidente della Regione 

Tags: Ars, Regione Siciliana, Cisl Sicilia, M5s, Nello Musumeci



PALERMO - Superare lo “stato di emergenza permanente” in cui si trova la Sicilia e che “ha ipotecato questi anni”. E avviare una nuova stagione di riforme dai rifiuti al lavoro, dalle Province alla povertà partendo da un rinnovato confronto con i sindacati. La richiesta arriva dalla Cisl che in una lettera aperta inviata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, si dicepronta a dare il proprio contributo. Per il sindacato guidato nell’Isola da Mimmo Milazzo, la Sicilia ha bisogno di “una programmazione ordinaria che faccia leva sullo snellimento della macchina amministrativa regionale e locale”, del riordino delle ex Province, di un sistema dei rifiuti che “archivi l’epoca delle discariche che ha fatto dell’Isola l’ultima regione in Italia e non solo in Italia, per differenziata”. Ancora, ha bisogno di “interventi di riequilibrio dell’assetto idrogeologico e di politiche ad hoc per l’occupazione, giovanile specialmente ma non solo”.
 
Intanto, all’attenzione del Parlamento siciliano vi sono i documenti finanziari, ma in Aula ieri pomeriggio è mancato il numero legale e la seduta, che si era già aperta con un ritardo di mezz’ora, stata rinviata di un’altra ora. All’ordine del giorno vi era la discussione del bilancio consuntivo del 2016 (consolidato). Dopo una breve relazione del presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona, e un altro intervento di Vincenzo Figuccia, si è chiusa la discussione generale per passare all’articolato. Presente l’assessore regionale all’economia Gaetano Armao. A quel punto il presidente di turno ha rilevato che l’Aula non era in numero legale ed ha rinviato i lavori.
 
Intanto, prosegue l’iter degli altri documenti: la finanziaria regionale, approvata dalla Giunta di governo è approdata all’Ars per essere valutata dalle commissioni di merito, dalla Commissione Bilancio e alla fine dal Parlamento per la sua definitiva approvazione. Stringono i tempi per rispettare il primo termine dell’esercizio provvisorio, fissato a fine marzo, anche se ormai manca veramente poco tempo. L’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao ha comunque già fatto sapere che il governo ricorrerà al quarto mese di esercizio provvisorio, nel caso vi fosse bisogno. I punti principali della finanziaria riguardano i precari, il fondo per la disabilità, i contratti dei regionali, il personale delle partecipate, il sostegno finanziario all’istruzione, e le misure per favorire i nuclei familiari nell’acquisto della prima casa. Musumeci ha detto che si tratta di un documento snello, di soli 35 articoli. Previsto l’accorpamento e i tagli di enti e consigli di amministrazione: accorpamento di Ircac e Crias, istituti di credito agevolato per cooperative e artigiani: entrambi andrebbero sotto la gestione dell’Irfis, la finanziaria regionale per il finanziamento delle imprese. Nasce l’Arcas, Agenzia per la casa e l’abitazione sociale come unico ente che andrà a sostituire i 10 istituti autonomi case popolari. Prevista anche la dismissione dell’Ente di sviluppo agricolo (Esa), cosa che ha suscitato grandi proteste da parte dei sindacati del settore agricolo. Una norma fa confluire l’Istituto per l’incremento ippico nell’Istituto zooprofilattico. Nel Corpo forestale regionale finisce il Corpo di vigilanza Parco dei Nebrodi. Stanziati 9 milioni di euro per contributi in conto capitale, a favore di famiglie a basso reddito, per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa. Rimpinguato anche il capitolo per far fronte alle richieste pervenute da oltre dodicimila disabili gravissimi. Prevista l’istituzione del biglietto unico per il trasporto locale che prevede progetti sperimentali di integrazione tariffaria tra i servizi urbani delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e quelli ferroviari regionali. Il ddl produrrà effetti nel triennio 2018-2020, come spiega il testo, pari a circa 840 milioni. In finanziaria è stato anche rilevato un errore su un articolo che prevedeva la abolizione delle soprintendenze per i beni culturali in Sicilia (art. 14). Provvedimento che aveva fatto insorgere le opposizioni, ma Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare ha fatto sapere che si tratta di un errore e che due articoli sono stati scambiati.
 
Ieri pomeriggio in commissione Bilancio è stato approvato anche il Defr, il documento di programmazione finanziaria. Hanno votato contro, come preannunciato il Pd e il Movimento Cinquestelle. Infine la Fondazione Federico II, guidata dal direttore Patrizia Monterosso, ha ottenuto nuovi spazi e nuovi incarichi. Il Consiglio di presidenza dell’Ars, nell’ultima seduta, ha dato il via libera alla nuova convenzione che avrà durata di cinque anni (quattro anni la precedente). Rispetto al passato, la Fondazione gestirà e assicurerà, su richiesta e senza oneri a carico dell’Ars, i servizi e il supporto logistico e organizzativo in relazione ai convegni e alle giornate di studio presso la sala La Torre, la sala Mattarella e l’oratorio dell’ex Chiesa dei Santi Elena e Costantino; avrà a disposizione anche i Giardini Reali, per la fruizione turistica e la realizzazione di eventi artistici e cultuali.

Articolo pubblicato il 27 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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