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Quotidiano di Sicilia

L'Ars immobile mette Musumeci sotto assedio
di Raffaella Pessina

Il Presidente della Regione era presente alla seduta d’Aula di ieri. Defr 2018-20, Cracolici (Pd): “Un documento vuoto” 

Tags: Ars, Nello Musumeci



PALERMO - È approdato in Aula il Defr della Sicilia. Dopo la relazione dell’assessore regionale all’Economia Armao, è intervenuto Cateno De Luca che si è detto deluso perché nel documento mancano le indicazioni di come aggiustare i conti della Sicilia, che De Luca ha definito una “macchina scassata”.
 
Anche il Movimento Cinquestelle si è espresso negativamente e in sequenza si sono espressi molti dei componenti del Movimento. In particolare Sergio Tancredi ha detto che “Il Defr non ha un’anima né una prospettiva, manca di coraggio. Rispetto al passato non c’è alcuna novità. La prima cosa da fare è quantificare le risorse rubate dallo Stato alla Sicilia. L’unica soluzione per la Sicilia – ha aggiunto Tancredi – è ribaltare il rapporto con lo Stato”. Il documento è stato bocciato anche dal Pd con Antonello Cracolici, che lo ha ritenuto pieno di buone intenzioni, assolutamente condivisibili, ma senza i contenuti che facciano intravedere elementi di risanamento economico.
 
“Un’occasione persa per il Governo – ha concluso Cracolici - di indicare il senso di marcia che l’esecutivo vuole intraprendere per il bene della Regione” Intanto le dichiarazioni di Musumeci sulla sua disponibilità a tornare anche alle urne, scatena le polemiche nelle file del Movimento Cinquestelle, che attraverso il suo capogruppo all’Ars, Valentina Zafarana, auspica una veloce approvazione di una manovra che si occupi di alcuni impegni prioritari e indifferibili, che venga poi approvata una legge elettorale che garantisca la governabilità a chi vince e infine che si torni alle elezioni. “Le riforme sono cosa da governo in salute, non possono avviarsi senza una solida base programmatica sulla quale costruire e questo governo – ha detto Zafarana- ha già dimostrato di non aver alcuna di queste caratteristiche”.
 
Anche i partigiani Dem insorgono contro Musumeci dicendo che il suo governo ha fallito sul piano politico. “Nella storia dell’Ars – ha detto Antonio Rubino - la minaccia del voto anticipato, facendo leva sulla sensibilità dei deputati regionali, in genere arriva a metà legislatura. Per Musumeci, invece, giunge durante la luna di miele: l’ennesimo teatrino sulla pelle dei siciliani.” Il Pd esca dai tatticismi della dialettica d’aula e dica a chiare lettere che non abbiamo paura delle urne: si raccolga la sfida di Musumeci senza andare in soccorso del vincitore”.
 
Mentre scriviamo l’Aula è ancora in corso. Il sindacato Cisl Fp Sicilia critica che il governo abbia messo dentro la finanziaria provvedimenti che riguardano la materia dei Beni Culturali. La Cisl infatti considera gli stessi un settore strategico per la Sicilia e ritiene inammissibile che la sua riorganizzazione si riduca ad un mero fatto economico. “A preoccupare è soprattutto la previsione dell’accorpamento del Centro regionale per il catalogo e del Centro regionale per il Restauro, con la contestuale abolizione della loro autonomia finanziaria – dice Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia - chiediamo di essere convocati in tutte le sedi opportune per un confronto che porti alla soluzione migliore per i lavoratori, al fine di non perdere qualità nei servizi”. “Serve - aggiunge Paolo Luparello, responsabile della dirigenza della Cisl Fp Sicilia - un confronto serio per rivedere le competenze dell’intero Assessorato e la sessione di Bilancio all’Ars non sia la sede più opportuna per un ragionamento del genere”. “Il testo, - conclude Fabrizio Lercara, responsabile dei dipendenti regionali - è confuso nella parte in cui prevede che la congrua dotazione di personale in servizio presso questi Centri venga assorbita da altre e carenti strutture”.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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