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Tariffe, italiani vessati: 9 i rincari nell'ultimo anno, giù solo telefonia
di Michele Giuliano

L’analisi della Cgia: gli aumenti più pesanti nel trasporto ferroviario, impennata anche per l’acqua. In 10 anni costo della vita aumentato del 10% ma le maggiorazioni vanno oltre 



PALERMO - Nel 2017 le tariffe pubbliche nel territorio italiano, e quindi anche siciliano, sono tornate a crescere, invertendo la tendenza che si era registrata nei due anni precedenti.
 
Ad eccezione dei servizi telefonici (-0,8 per cento), tutte le altre nove voci analizzate dall’Ufficio studi della Cgia sono aumentate: i trasporti ferroviari addirittura del 7,3%, l’acqua del 5,3, i servizi postali del 4,5, l’energia elettrica del 3,8, il gas del 2, i pedaggi dell’1, i taxi dello 0,6, i rifiuti dello 0,5 e i trasporti urbani dello 0,2%. L’inflazione, invece, è salita dell’1,2 per cento.
 
Aumenti, comunque, che non hanno nulla a che vedere con l’escalation verificatasi negli ultimi 10 anni: se il costo della vita tra il 2007 e il 2017 è cresciuto di quasi il 15%, l’acqua ha segnato un +90%, i biglietti ferroviari un +46,4%, i servizi postali un +45,4, rifiuti e pedaggi/parcheggi entrambi del 40%. Nel decennio preso in esame solo i servizi telefonici hanno subito una contrazione di prezzo (-9,9%).
 
“Il rincaro delle materie prime avvenuto nell’ultimo anno, in particolar modo dei prodotti petroliferi – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - ha riacceso i prezzi di una buona parte delle principali tariffe pubbliche. Non va nemmeno dimenticato che il blocco delle tasse locali imposto dal governo in questi ultimi anni ha spinto molti enti locali a far cassa con le proprie multiutility, attraverso il ritocco all’insù delle tariffe amministrate. Come dimostrano i dati, l’effetto combinato di queste due operazioni ha avuto un impatto economico molto negativo sui bilanci di famiglie e imprese”.
 
Per quanto concerne la tariffa dell’acqua è necessario fare una precisazione. è vero che gli aumenti che si sono registrati in Italia negli ultimi anni sono stati molto importanti, tuttavia va ricordato che il prezzo medio al metro cubo, pari a 1,63 euro, è nettamente inferiore a tutte le tariffe medie applicate nelle principali capitali europee. “Come annunciato dall’Authority per l’energia elettrica e il gas verso la fine del 2017 – ricorda il segretario della Cgia Renato Mason - a partire dall’1 gennaio di quest’anno le bollette di luce e gas sono aumentate rispettivamente del 5,3 e del 5%, provocando un aumento dei costi per una famiglia tipo di 59 euro all’anno. Altresì, va segnalato che la tanto agognata liberalizzazione del mercato vincolato sia dell’energia elettrica sia del gas è slittata di un anno. Prevista inizialmente per il prossimo 1 luglio, scatterà, invece, sempre lo stesso giorno, ma del 2019”.
 
Se compariamo il peso delle tariffe italiane con quello degli altri paesi europei, il risultato che emerge presenta luci ed ombre. Per quanto riguarda il prezzo dell’energia elettrica per una famiglia con un consumo domestico medio annuo compreso tra 2.500 e 5.000 chilowatt, ad esempio, l’Italia si piazza al sesto posto con un risparmio rispetto al dato medio dell’Area euro del 2,5 per cento. Per il gas, invece, le cose vanno meno bene. Il costo medio che grava una famiglia italiana con un consumo domestico compreso tra 20 e 200 GJ (Giga Joule – unità di misura dell’energia) è il terzo tra i 19 paesi che utilizzano la moneta unica. Rispetto alla media dell’Area Euro Italia si paga l’8,1%.
 
Viceversa, spostarsi con i mezzi pubblici in Italia è conveniente, almeno in termini di prezzo. Nel confronto con le principali città europee, il costo del biglietto di bus, tram e metropolitana di sola andata per una tratta di circa 10 chilometri (o almeno 10 fermate) è il più basso in assoluto.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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