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Quotidiano di Sicilia

Il turismo siciliano in cerca di alternative
di Michele Giuliano

L’Isola “perde colpi” anche per il mare e le spiagge: nelle prime 15 posizioni della classifica Skyscanner ce ne sono solo due. La Tonnara di Scopello e Noto le località balneari inserite tra le migliori quindici del Belpaese  

Tags: Turismo, Sicilia



PALERMO - Per quanto meraviglioso, pulito, affascinante, ricco, il nostro mare non è abbastanza interessante per i turisti italiani e stranieri, che preferiscono rivolgersi altrove, a luoghi in cui, oltre alla salubrità del clima e alle spiagge bianche, trovano la possibilità trascorrere il proprio tempo in altre attività.
 
Skyscanner, un sito molto importante di intermediazioni per voli low cost, ha pubblicato la classifica delle 15 spiagge più belle e affascinanti d’Italia. E purtroppo solo due si trovano sui lidi isolani, e nello specifico la Tonnara di Scopello a Castellammare del Golfo e Noto, che oltre ad offrire un mare incantevole aggiungono arte e cultura alle proprie caratteristiche.
 
Tutte le altre spiagge si trovano nel sud Italia, tra Campania, Calabria e Puglia. Un segnale negativo, che spinge di conseguenza ad una riflessione più profonda alla ricerca dei motivi che stanno allontanando i turisti dalle nostre località. Se ne è occupata Travelnostop, testata di settore tra le più importanti a livello internazionale. In sostanza, il problema è il mancato sviluppo in Sicilia di possibilità alternative alla semplice vacanza balneare.
 
Il mercato turistico è in continuo cambiamento e trasformazione. Il turista è sempre più esperto e alla ricerca di destinazioni in grado di soddisfare il suo desiderio di vivere un’esperienza “unica” e indimenticabile. In questo scenario, destinazioni e aziende dell’ospitalità devono misurarsi con una nuova sfida: quella di una domanda sempre più esigente. Ma la Sicilia è ancora fin troppo indietro su questo frangente. Nell’ultimo biennio, grazie al sostegno dell’assessorato regionale al Turismo all’interno dei 'Progetti di Eccellenza', sono nati due marchi di qualità regionali: Trek&Kids Green Sicily e Cammini Francescani in Sicilia. Un marchio di qualità rappresenta uno strumento con una duplice finalità: differenziare nel mercato le imprese che lo hanno acquisito grazie all’adozione di determinati principi, regolamenti e pratiche e, quindi, garantire al fruitore di un bene o servizio un alto livello di qualità e massima trasparenza, come richiede ormai la presenza di un turismo sempre più esigente e competente. Le due reti di operatori regionali, specializzando il proprio sistema di offerta aziendale, intercettano per la prima volta, anche nell’Isola, nicchie specifiche di turismo naturalistico e di turismo culturale/religioso, due campi in cui la Sicilia può eccellere, vista la ricchezza e varietà del nostro territorio dal punto di vista dei panorami e la vastità del patrimonio culturale che spazia dalla preistoria alle avanguardie come la nuova Gibellina.
 
Sembra, quindi, che qualcosa si sta facendo, per prendere una strada diversa, che ci allontani dal turismo tradizionale e che permetta un migliore sfruttamento di tutte le potenzialità che il territorio concede. Per rafforzare tali esperienze e crearne di nuove, l’associazione Astes, ideatrice di entrambe le reti, cerca nuovi operatori dell’ospitalità siciliana interessati a specializzarsi sui segmenti del turismo attivo e sportivo all’aria aperta, come l’escursionismo a piedi, il cicloturismo, o il turismo equestre, per gestire delle vacanze a misura di famiglie con bambini e del turismo pet-friendly.
 
L’intento è formulare proposte di viaggio per condurre il turista consapevole in un’esperienza più completa, e quindi più coinvolgente, in grado di attirare altre e nuove tipologie di viaggiatori, meno tradizionali e più disposti a vivere una esperienza a 360 gradi.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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