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Calcio: Tribunale respinge fallimento Palermo
di Redazione

I periti hanno valutato il parco giocatori della squadra rosanero per una cifra tre maggiore rispetto a quella considerata dalla Procura



Terzo in classifica e con una partita in meno, il Palermo ha incassato anche fuori dal campo un risultato che porta serenità in casa rosanero, messa in subbuglio da una richiesta di fallimento avanzata lo scorso 15 novembre dalla Procura palermitana e respinta dal collegio del tribunale presieduto da Giovanni D'Antoni.
 
Sconfitta la tesi dell'accusa - rappresentata dai pm Andrea Fusco e Francesca Dessì - I giudici hanno dato ragione al presidente Giovanni Giammarva e al pool di avvocati ed esperti. Nel decreto di 40 pagine il tribunale ritiene che "allo stato degli elementi oggetto di valutazione e della situazione attuale, pur a fronte di una indubbia esposizione debitoria della società, non sussista lo stato di insolvenza attuale del Palermo".
 
Giammarva, nel ringraziare il patron Zamparini per il sostegno dato alla società, ha detto: "le nostre energie potranno concentrarsi sull'importante obiettivo della promozione in Serie A".
 
 
La società di Zamparini, che quest'anno affronta il campionato di B, per l'accusa era troppo indebitata: 62,9 milioni, secondo i pm, con un patrimonio netto negativo al 30 giugno 2017 di 18,3 milioni; la previsione dei flussi di cassa al 30 giugno prossimo è negativo (meno 27,7 milioni). La società di viale del Fante, che nel frattempo aveva saldato i debiti con il fisco, ha presentato una situazione finanziaria del tutto diversa e prospettato un ulteriore miglioramento dei conti con la probabile promozione in Serie A.
 
Quanto alla valutazione del parco giocatori, che per la Procura si attesta a poco meno di 20 milioni, la società ritiene che sia più che doppio, 43 milioni (15 dei quali assicurati dai soli Rispoli, Cionek, Jajalo e Nestorovsky), mentre per i consulenti del tribunale la cifra sale a 58 milioni.
 
Il collegio giudicante, diversamente dalla Procura, ha ritenuto, inoltre, che il Palermo calcio riceverà il saldo della vendita, per 40 milioni, della Mepal (società che detiene il marchio) ceduta il 30 giugno 2016 ad Alyssa, con sede a  Lussemburgo e riconducibile alla famiglia Zamparini.
 
Alyssa non ha pagato la prima rata, scaduta il 30 giugno 2017, ma un accordo tra le parti ha posticipato le rate al 30 maggio 2018 e al 30 giugno 2019, mentre Alyssa ha acquisito un credito di 7,5 del Palermo e ha versato 4 milioni di euro alla società.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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