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Partecipate opache e con i conti in rosso
di Raffaella Pessina

Bilancio previsione 2018: dal governo 4,6 mln per il Fondo perdite. Grave situazione debitoria: Pst perde 1,5 mln, Airgest 1,3  

Tags: Ars, Partecipate



PALERMO - Le società partecipate regionali sono tutte o quasi, spine nel fianco della Regione siciliana.
Da anni, la maggior parte di loro è in rosso e soprattutto non rendicontano la propria attività, lasciando incompiuti i bilanci regionali e soprattutto non veritieri perché mancanti di dati.
 
La questione era già stata sollevata nei giorni scorsi in commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana in occasione del bilancio consolidato (una volta consuntivo). Proprio da questo documento si è scoperto che molti degli enti partecipati non avevano fornito i dati dei propri bilanci.
 
Intanto non sono confortanti i numeri delle società che invece hanno resi noti i propri conti, molti dei quali in perdita. La più consistente è quella del Parco scientifico e tecnologico (Pst) con un milione e mezzo di rosso, poi c’è quella di Airgest, società di gestione dell’aeroporto di Trapani, che è di un milione e 300 mila euro. Conti negativi anche per l’Ast, azienda trasporti siciliana, per un milione e 80 mila euro. Registrano utili invece la Seus (3 mln), Riscossione Sicilia (2,7 ml) e l’Irfis (470.605 euro) mentre la Sas è in pareggio.
 
Questi dati sono emersi dal bilancio di previsione per il 2018 che il governo Musumeci ha fatto pervenire agli uffici dell’Assemblea regionale. Si tratta delle uniche società partecipate ad avere approvato i pre-consuntivi a fine 2017, perché nessuno ha deliberato sugli esercizi dello scorso anno. In base ai pochi dati in possesso, dunque, il governo in questa fase ha iscritto in bilancio 4,62 milioni nel fondo perdite delle società partecipate, somma che copre i buchi delle uniche tre società con i pre-consuntivi in regola (3,77 mln) e quelle stimate per altre tre società con i conti in rosso: Interporti Spa, Maas Spa e Sicilia Digitale Spa. Il governo si riserva tuttavia “eventuali rettifiche qualora necessario, in sede di assestamento di bilancio, quando saranno disponibili i bilanci d’esercizio di tutte le partecipate, da approvare dalle rispettive assemblee entro il 30 aprile o entro il 30 giugno di quest’anno”.
 
L’utilizzo del fondo non è previsto per le eventuali perdite di società in liquidazione, una scelta che il governo fa sulla base “di una vasta e nota giurisprudenza contabile”. Un capitolo a parte merita la Airgest (Aeroporto Trapani). Tra capitale eroso e perdite d’esercizio, la società ha bisogno di 9 milioni di euro, soldi che dovranno arrivare dalla Regione, azionista di riferimento con una partecipazione nella Spa pari al 99,93 per cento delle quote sociali. “Il pre-consuntivo di Airgest Spa, al 31 dicembre, evidenzia già un patrimonio netto negativo di 1.297.300 euro e la conseguente necessità di intervenire sia per la copertura delle perdite, per il quale è previsto l’apposito fondo perdite partecipate, sia per la ricostituzione del capitale fino al livello richiesto dall’autorità di vigilanza aeronautica per la classe aeroportuale di Trapani-Birgi - si legge nella nota integrativa del bilancio di previsione della Regione per il 2018 - Si rende necessaria pertanto una teorica operazione di soccorso finanziario complessivo pari a 9.043.954 euro, comprendente sia il ripianamento delle perdite che il rafforzamento patrimoniale”. Il governo Musumeci, tuttavia, precisa che l’azionista pubblico Regione siciliana, potrà deliberare solo se risulteranno rispettati i rigorosi vincoli previsti dalla legge, “considerato che la compagnia registra perdite negli ultimi esercizi”.
 
Con una lettera aperta il sindacato Fabi Sicilia sollecita il governo della Regione e in particolare l’assessore all’Economia Gaetamo Armao “affinché ridia a Riscossione Sicilia gli amministratori e ciò allo scopo anche di fare avere ai lavoratori le stesse prerogative contrattuali nazionali sottoscritte dall’Agenzia delle Entrate con le organizzazioni sindacali il 28 marzo”.
 
“La delegazione di Riscossione Sicilia presente al tavolo romano - scrive la Fabi - non avendo la delega degli amministratori, si è riservata di condividere l’intesa entro il 27 aprile”. “È indubbio che purtroppo in questa circostanza - dice il coordinatore di Fabi Sicilia, Carmelo Raffa - Riscossione non ha fatto bella figura e pertanto occorre che al più presto che la società venga messa nelle condizioni di operare normalmente”.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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