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Quotidiano di Sicilia

Ars, ovvero l'Armata Brancaleone
di Carlo Alberto Tregua

Servono politici responsabili



Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon, era la canzone che Vittorio Gassman cantava nel non dimenticato film L’Armata Brancaleone.
Gassman interpretava un personaggio ispirato alla letteratura cavalleresca, che prometteva sfracelli, ma senza poi concludere nulla. Il solito gradasso che ritiene di essere l’ombelico del mondo, mentre alla prova dei fatti risulta una nullità.
Questo incipit è stato scritto pensando alla nuova Assemblea regionale siciliana, insediatasi con molto clamore, con alti proponimenti di riforma per affrontare le gravi e tristi vicende isolane, fra cui vogliamo ricordare: Pil dimezzato rispetto alla Lombardia, disoccupazione doppia rispetto alla stessa regione del Nord, 700 mila poveri, agricoltura in stand-by, edilizia sonnolenta, assenza di infrastrutture materiali e immateriali.
Dopo quattro mesi, non è stata ancora varata la Legge Finanziaria 2018, la cui approvazione è stata rinviata al prossimo 30 aprile, il che significa che un terzo dell’anno è andato via senza alcun cambiamento rispetto al passato.
 
Più grave di tutto è che in Sicilia non circola la moneta, mentre vi sono a disposizione fondi finanziari liquidi di Unione europea e Stato per oltre 10 miliardi, sol che approdassero a quegli sportelli i progetti redatti con competenza e rispetto dei regolamenti.
Un vero disastro di cui la classe politica e quella burocratica non rispondono, continuando a tenere tutti i siciliani in uno stato di grave sofferenza.
La nostra regione dovrebbe essere una delle prime in Europa, sol che utilizzasse adeguatamente le proprie risorse culturali, archeologiche, paesaggistiche e climatiche.
Congressi e convegni di associazioni nazionali e internazionali dovrebbero riempire le nostre quattro perle: Taormina, Siracusa, Agrigento e Cefalù. Ma gli alberghi di queste località nel periodo invernale sono in gran parte chiusi per mancanza di materia prima, cioè gli ospiti. Un’autentica vergogna.
Di fronte a queste fotografie, l’Assemblea regionale, chiusa a Palazzo dei Normanni con porte e finestre sbarrate, non sente il malessere dei siciliani fuori da quelle mura, che è sfociato nel voto di protesta dato al Movimento 5 stelle.
 
Il Governo regionale presieduto da Nello Musumeci è imprigionato nelle beghe di quella maggioranza che lo ha eletto e non riesce a districarsi dalle maglie asfissianti della burocrazia palermitana, che non gli consente di fare le ottime riforme messe al centro del proprio programma, ancora ferme all’inizio del percorso.
Comprendiamo le difficoltà del presidente della Regione, ma egli è uomo di carattere e siamo convinti che non resterà a lungo prigioniero dei giochi di corridoio dell’Armata Brancaleone, che risiede in Assemblea regionale.
Occorre un colpo di reni e una svolta per sbloccare la pericolosissima situazione di stallo che inchioda la Sicilia. E occorre che sia fatto presto, perché il tempo gioca contro di noi, in quanto le regioni del Nord hanno accelerato la loro crescita, con ciò allargando inesorabilmente la forbice fra Nord e Sud.
 
Com’è possibile che i settanta deputati non si rendano conto di questa drammatica situazione? Com’è possibile che da irresponsabili continuino nei loro giochetti, senza porre mano alle riforme?
Eppure fra essi vi sono persone di spessore e di cultura e altre dotate di grande buona volontà. Però queste ultime non emergono, non parlano all’opinione pubblica denunciando i mali di cui l’Assemblea è afflitta e non prendono posizione contro i colleghi che si comportano da malfattori etici.
Non è più possibile tollerare una classe politica divisa fra persone perbene e per male, nella quale i primi non denunciano i secondi. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità: è arrivato il momento di farlo ed esso non è più procrastinabile.
La Sicilia langue, i siciliani piangono, ma non hanno bisogno di pietà, bensì di politici responsabili, forti e capaci che antepongano al loro interesse personale quello generale.
I CittadiniPerBene che sono insieme in RisorgimentoSicilia.it non possono più tollerare questo stato di cose e lo denunciano pubblicamente anche da queste colonne.
I sordi alla ghigliottina.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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