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Zes portuali, cabina di regia per la Sicilia
di Rosario Battiato

Con la delibera del 28 marzo, la Giunta regionale ha approvato il regolamento per l’istituzione di Zone economiche speciali 

Tags: Zone Economiche Speciali, Porto, Sicilia



PALERMO – Con la deliberazione del 28 marzo, la Giunta regionale ha condiviso la proposta dell’assessore regionale per le Attività produttive in relazione alla costituzione di un’apposita cabina di regia per elaborare la “proposta di istituzione della Zona economica speciale” per dare seguito alla legge n.123 del 3/08/2017 e al decreto del presidente del Consiglio n.12 del 25 gennaio, poi pubblicato sulla Guri n.47 del 26 febbraio scorso, che ha di fatto approvato il regolamento per l’istituzione della Zes.
 
Le Zone economiche speciali sono delle aree geografiche circoscritte che possono usufruire di una legislazione economica differente rispetto a quella presente nel resto del paese, offrendo in questo senso incentivi e benefici nei confronti delle aziende che vogliono investire. L’istituzione teorica risale al 2017 (dl 91) che ha inquadrato in questo ambito le aree nelle regioni più in crisi: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo conclamato è quello di rilanciare le aree portuali e le realtà direttamente collegate. Un’opportunità importante che si inserisce nel quadro di una crescita del traffico marittimo del Mediterraneo.
 
Compito primario della cabina di regia sarà quello di elaborare la proposta di istituzione della Zes al presidente del Consiglio dei ministri “corredata dal piano di sviluppo strategico”, si legge sul documento dell’assessorato per le Attività produttive, e quindi di dare conto dei “criteri e degli obiettivi di sviluppo perseguiti” e delle “forme di coordinamento, ove necessario, con la pianificazione strategica portuale”.
 
Il Piano di sviluppo dovrà contenere: la documentazione di identificazione delle aree individuate con “l’indicazione delle porzioni di territorio interessate con evidenziazione di quelle ricadenti nell’area portuale”; “l’elenco delle infrastrutture già esistenti, nonché delle infrastrutture di collegamento tra aree non territorialmente adiacenti”; “un’analisi dell’impatto sociale ed economico atteso dall’istituzione della Zes”; una relazione illustrativa del Piano di sviluppo strategico che contenga dati ed elementi delle tipologie di attività che si intendono promuovere all’interno della zona; le attività di specializzazione territoriale che si vogliono rafforzare; l’individuazione delle semplificazioni amministrative di propria competenza per la realizzazione degli investimenti che la Regione si impegna ad adottare per le iniziative degli imprenditori all’interno della Zes.
 
Necessarie anche le indicazioni relative alle agevolazioni e alle incentivazioni che possono essere concesse dalla Regione e gli eventuali pareri, intese, concerti, nulla osta o altri atti di assenso che sono già stati rilasciati dagli enti interessati.
 
In ultima analisi si dovrà anche definire l’elenco dei soggetti pubblici e privati consultati per la predisposizione del piano e le modalità con cui le strutture amministrative delle regioni e degli enti locali, anche attraverso le amministrazioni centrali dello Stato, intendono assicurare l’espletamento delle “funzioni amministrative e di gestione degli interventi di competenza regionale”.
 
In relazione agli investimenti effettuati nella Zes, si prevede l’applicazione di un credito d’imposta che sarà proporzionale al costo dei beni acquistati entro il 31 dicembre del 2020. Per ciascun progetto di investimento il limite massimo non potrà superare i 50 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 05 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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