Consorzio sviluppo e legalità senza contributi regionali di Cettina ManninoComposto da otto comuni ad alta densità mafiosa, rischia il collasso. 4 cooperative in cui lavorano 100 giovani a rischio chiusura Tags: Mafia, Beni Confiscati, Lucio Guarino PALERMO – Niente contributi regionali per il Consorzio sviluppo e legalità. A far discutere sulla posizione assunta della giunta della Regione siciliana sull’argomento dei beni confiscati e sul ruolo che la Regione occupa è il direttore del Consorzio sviluppo e legalità, Lucio Guarino.
Il consorzio, ormai da 4 anni, rappresenta la prima struttura pubblica, presa come esempio da altre regioni italiane, ed è composto da otto comuni ad alta densità mafiosa della provincia di Palermo,tra il territorio di Monreale e Corleone, dove è concentrato il 25 per cento del patrimonio mafioso. Quest’anno dunque il consorzio ha visto negato il contributo che, secondo quanto riferisce Guarino, negli anni precedenti si aggirava intorno a 85 mila euro. “La cifra- spiega Guarino- è servita a finanziare le nostre iniziative di legalità tra le scuole e i cittadini ma cosa fondamentale serviva a garantire lo start up alle cooperative per lavorare, una volta che vedevano assegnato il bene”. “In pratica- sottolinea Guarino- c’è a rischio la chiusura di 4 cooperative che in termini di occupazione corrispondono a 100 giovani”. Il compito del consorzio, in pratica, è quello di gestire ed utilizzare i beni confiscati a Cosa Nostra e assegnarli alle cooperative giovanili. “Attualmente- prosegue Guarino- il consorzio si trova con un buco di 170 mila euro e rischia il collasso”. “Assurdo se pensiamo che lo stesso consorzio non solo è stato preso come modello ma addirittura ha ottenuto pareri favorevoli dal Governo nazionale, in particolare dal ministero dell’Interno, dalle Prefetture, dalle Province e dalle forze militari” conclude con una nota amara il direttore. Articolo pubblicato il 15 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA Leggi tutti gli articoli sull'argomento
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