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Quotidiano di Sicilia

La Cantina Kaggio finalmente riqualificata
di Cettina Mannino

Era stata confiscata ai boss Riina e Provenzano oltre 15 anni fa. Diventerà centro per la valorizzazione dei prodotti agricoli

Tags: Mafia, Beni Confiscati, Cantina Kaggio



C’è un fiore all’occhiello, la Cantina Kaggio, che in tutta la questione dei beni confiscati fa sperare che il lavoro di quanti ogni giorno cercano di risolvere i problemi non è perso. La Cantina Kaggio, confiscata ai boss Salvatore Riina e Bernardo Provenzano oltre 15 anni fa all’interno del territorio di Monreale, diventerà un moderno centro sperimentale per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli provenienti dalle terre sottratte ai mafiosi.  Il progetto di riqualificazione, è stato promosso dal Consorzio sviluppo e legalità e finanziato dal ministero dell’Interno con 2.077.000 euro, nell’ambito del Programma operativo nazionale sicurezza per lo sviluppo Obiettivo convergenza 2007-2013. Il comune di Monreale ha consegnato le chiavi del complesso aziendale, che si estende su oltre quindicimila metri quadri, al Consorzio sviluppo e legalità che si occupa della gestione e dell’utilizzo. La Cantina rappresenta, dunque, l’emblema della lotta del sistema dell’assegnazione dei beni confiscati. Era stata sequestrata nel 1994, confiscata nel 1996 e solo da qualche mese assegnata al comune di Monreale e poi al Consorzio. Inoltre Assindustria Palermo finanzierà le misure antintrusione, almeno in questa prima fase. Ma una storia simile a quella della Cantina Kaggio non dovrebbe ripetersi grazie alla nascita dell’agenzia nazionale per i beni confiscati. è la proposta del ministro all’Interno, Roberto Maroni che afferma: “Una vera e propria agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati  che possa valorizzare quelli sequestrati fino a che non arrivi il provvedimento di confisca e possa utilizzare al meglio i beni confiscati, anche vendendoli”.  “La complessità della gestione – conclude Maroni- di questo immenso patrimonio, di oltre 6 miliardi di euro (dato complessivo dell’Italia) richiede una riflessione sugli strumenti consigliati per poterlo gestire”.

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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