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Rifiuti: Musumeci a Enna, "Tmb pronto in due mesi"
di Redazione

Il Presidente della Regione lo ha detto a Cozzo Vuturo, dove si è recato con il dirigente generale Cocina. Il Governatore ha incontrato anche i rappresentanti del "Comitato No discarica" di Agira. Dopo Palermo, roghi di cassonetti anche a Canicattì e a Gela. Polemiche per le processioni religiose che devono svolgersi tra cumuli d'immondizia

Tags: Rifiuti, Sicilia, Piano Rifiuti, Nello Musumeci



Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci,  a Enna  insieme al dirigente generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti, Salvo Cocina, al termine di un sopralluogo alla discarica di Cozzo Vuturo ha detto
"L'impianto di trattamento meccanico biologico, attiguo alla discarica di Cozzo Vuturo, dovrà essere operativo entro due mesi ".
 
Viene definita Tmb (Trattamento meccanico-biologico) una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati (o anche residuali dopo la raccolta differenziata).
 
Il problema rimane una delle vasche, dalla quale si è registrata una fuoriuscita di percolato e i cui lavori di ripristino sono appena iniziati.
"L'impianto - ha detto il direttore dei lavori, Renato Barazzetta - è piccolo e questo permette una manutenzione più semplice. Ma ancora manca l'allaccio della energia elettrica".
A chi chiedeva se questo impianto potesse smaltire i rifiuti di altri comuni il presidente ha detto "ogni provincia si piange i suoi rifiuti".
 
Il governatore, ha parlato anche con una delegazione del comitato "No discarica di Agira" assicurando che entro il prossimo mercoledì potrebbero chiarirsi i contorni di questa vicenda.
 
 
Ieri, infatti, sempre in provincia di Enna, ad Agira, si è svolta un'assemblea organizzata dal "Comitato No discarica" per protestare contro la decisione di realizzare un impianto per i rifiuti speciali a cinque chilometri dal centro abitato.
 
Alla protesta erano presenti esponenti del M5s che chiedono da mesi la revoca in autotutela dell'iter per la realizzazione della struttura.
 
Intanto la Regione è sotto accusa anche per la situazione di Palermo, a causa delle riduzione del conferimento nella discarica di Bellolampo, e a Canicattì, dove stamattina è stata attuata una protesta davanti al Comune, visto che la discarica - privata - di Siculiana, non avendo ricevuto il denaro che le spetta (circa un milione di euro), non consente più l'accesso agli autocompattatori.
 
Anche a Canicattì, dopo Palermo, è riesploso il fenomeno degli incendi dei cassonetti di spazzatura.
 
"Abbiamo gravissimi problemi" ha spiegato il sindaco di Canicattì, Ettore di Ventura, che non è ancora riuscito a ottenere dal Governatore Musumeci e dal prefetto di Agrigento, Dario Caputo, provvedimenti operativi per liberare Canicattì dalla spazzatura che invade le strade.
 
I Vigili del fuoco di Canicattì sono stati chiamati diverse volte per limitare i danni alle abitazioni davanti le quali si trovavano accatastati i rifiuti.
 
Grandi polemiche ha sollevato inoltre la decisione di far passare, nei prossimi giorni, la processione del simulacro della Madonna Immacolata in mezzo ai rifiuti presenti nel centro storico.
 
Sempre a Canicattì, nei giorni scorsi, i fedeli di religione ortodossa erano stati costretti ad annullare la processione per le vie limitrofe alla chiesa di San Nicola proprio per i cumuli di rifiuti.
 
 
E anche Gela è diventata una "città dei fuochi", dove cumuli di spazzatura non rimossa da giorni, vengono date alle fiamme. Alla base stavolta c’è per una controversia tra Comune e azienda appaltatrice del servizio.
 
Per eliminare i rifiuti di chi li lascia dappertutto il Comune ha ordinato al gestore, Tekra, un servizio straordinario che negli ultimi quattro anni è costato dieci milioni di euro, tutti debiti fuori bilancio.
 
Il sindaco di Gela, Domenico Messinese, ha perciò chiesto al consiglio comunale l'aumento delle tariffe dei rifiuti (Tari) ottenendo però una netta bocciatura. Secondo i consiglieri, l'aumento dei costi non sarebbe né motivato per il futuro né giustificato per il passato. Così il servizio straordinario è stato sospeso e vari quartieri della città risultano sommersi dalla spazzatura.
L'impresa, dal canto suo, ha annunciato che licenzierà 36 dipendenti che il mese scorso hanno protestato sulla pensilina del Municipio.
 
Intanto, lo stesso sindaco ha dichiarato guerra agli "sporcaccioni" che insudiciano la città mettendo in perlustrazione nei quartieri quattro squadre di polizia municipale, di giorno e di notte, per identificare e multare i contravventori. Ma i risultati finora sono stati irrilevanti.

Articolo pubblicato il 09 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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