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Morti sul lavoro: il Ministero, "Mappa per scoprire le anomalie"
di Redazione

Poletti incontra Ispettorato, Inail e Inps. Secondo associazione privata oltre 160 morti dall'inizio dell'anno. Morto dopo due mesi in ospedale operaio ricoverato a Siracusa

Tags: Lavoro, Sicurezza



Emanuele Semplice, di 49 anni, è morto.
 
Era il caposquadra dell'impresa metalmeccanica "Sicilsaldo", di Gela e il 9 febbraio scorso a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, mentre lavorava alla costruzione di un metanodotto vicino alla fiumara Sant'Elia, era rimasto vittima di un incidente sul lavoro, investito dall'accidentale esplosione di un compressore, perdendo la gamba sinistra.
 
Dopo esser stato operato a Reggio si era aggravato ed era trasportato nell'ospedale di Siracusa, dove è morto.
Semplice era sposato e padre di due figli.
 
Sul grave infortunio erano già in corso due indagini, una della magistratura, l'altra dell'ispettorato del lavoro, che alla luce del sopravvenuto decesso ipotizzano più gravi responsabilità.
 
Intanto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha voluto un incontro con l'Ispettorato, l'Inps e l'Inail per comprendere cosa ci sia dietro la catena di incidenti mortali in cantieri, fabbriche e non solo.
 
Si cercherà innanzitutto di tracciare una mappa ragionata degli infortuni costati la vita ai lavoratori dall'inizio di quest'anno, che appaiono come un'improvvisa ripresa del fenomeno, dopo dieci anni di cali.
 
Una ricognizione è considerata indispensabile per capire quali siano le eventuali anomalie e poi, magari, prendere anche delle iniziative di contrasto. Di certo la riunione al ministero è già indicativa della necessità di attivare sinergie tra le diverse parti in causa. Soprattutto è stata avvertita la necessità di non rimanere fermi davanti alla sequela di episodi.
 
Tra gli ultimi casi quello verificatori nel milanese venerdì scorso, quando un vigile del fuoco è stato travolto dal tetto di un capannone.
 
Altri due vigili del fuoco erano rimasti vittime dello scoppio causato da una fuga di gas a Catania. Poi lo scoppio di una cisterna nel porto di Livorno in cui hanno perso la vita a due operai.
 
Il giorno di Pasqua due lavoratori sono morti nell'esplosione di un serbatoio nel bergamasco. E il crollo in un cantiere a Crotone non ha lasciato scampo ad altri due.
 
Ecco che Poletti già la settimana scorsa, in vista dell'incontro, ha chiesto all'Ispettorato e all'Inail un'informativa "puntuale" sugli episodi più recenti.
 
In effetti al momento non c'è un censimento permanente e onnicomprensivo. Ci si affida ad associazioni, come l'Osservatorio indipendente di Bologna, che dall'inizio dell'anno conta già 160 morti.
 
L'Istituto nazionale per l'assicurazione degli infortuni ha sì una banca dati ma si aggiorna dopo un processo di registrazione e poi non è completa: mancano le partite Iva e le forze dell'ordine. Ecco perché già da tempo l'Inail ha proposto di ampliare il monitoraggio. Comunque già il confronto con i dati sull'inquadramento contrattuale detenuti dall'Inps dovrebbe fornire un approfondimento.
 
C'è poi la questione dei controlli su salute e sicurezza: la competenza spetta alle Asl tranne che per l'edilizia, dove è attivo l'Ispettorato. Non è escluso che anche in questo campo si possa realizzare un coordinamento più forte.
 
D'altra pare l'Ispettorato nazionale, come riformato dal Jobs act, punta a fare da polo e già lo è per la vigilanza sulla conformità delle norme in materia di lavoro o previdenza.

Articolo pubblicato il 10 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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