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Mafia: marcia per la legalità a Pachino dopo le minacce a Borrometi
di Redazione

Tutti stretti intorno al giornalista, che i boss stavano progettando di uccidere. Una seduta di Giunta comunale aperta alla gente e la firma di un protocollo contro le infiltrazioni mafiose. Il sindaco Bruno, "La città ha dato una fondamentale testimonianza di reazione civile"
 

Tags: Paolo Borrometi, Pachino, Mafia



Istituzioni, forze dell'ordine, scuole, associazioni, parrocchie e imprenditori in marcia per la legalità questa mattina a Pachino.
 
Il corteo è stato organizzato dal Comune dopo le minacce di morte subite dal giornalista Paolo Borrometi, nei cui confronti era stato pianificato un attentato, e gli episodi criminali che hanno colpito aziende e commercianti nelle ultime settimane.
 
La marcia è partita da via Curcio, dove ha sede l'azienda "Fortunato srl" che a marzo ha subito un attentato incendiario, e ha attraversato le strade della città passando davanti la sede del Comune per chiudersi poi in piazza Vittorio Emanuele.
 
In via Curcio la giunta comunale ha approvato simbolicamente il protocollo di legalità che rafforza i controlli per evitare infiltrazioni criminali nelle gare d'appalto e le procedure di affidamento dei servizi.
 
Il provvedimento sarà poi ratificato nella prossima riunione della giunta. Il consorzio di tutela ha invece approvato il "codice etico" mentre i commercianti si sono impegnati a denunciare tentativi di estorsione dai clan criminali.
 
"Questa marcia è un punto di partenza, non di arrivo - ha dichiarato il sindaco di Pachino Roberto Bruno - la città ha dato una fondamentale testimonianza di reazione civile".
 
Al termine della marcia è poi iniziata una seduta aperta del consiglio comunale proprio sugli attentati e gli episodi criminali che hanno colpito Pachino negli ultimi mesi.

Articolo pubblicato il 12 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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