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Palermo - Inadempienze e lavori bloccati trasformano la città in un lago
di Claudio Di Gesù

Le opere che potrebbero risolvere la questione sono quelle dei due collettori, entrambe dimenticate. Capoluogo e piogge: un binomio che manda costantemente tutto in tilt

Tags: Pioggia, Collettori



PALERMO - Le opere che potrebbero e dovrebbero risolvere la questione sono quelle, strategiche, dei due grandi collettori. Il primo è quello Nord-ovest, fermatosi più di quindici anni addietro a poche centinaia di metri dallo sbocco, in prossimità di Sferracavallo. Il secondo è quello di Sud-est, che dovrebbe raccogliere tutte le condotte secondarie da Uditore ad Acqua dei Corsari, realizzato per circa il 40% del suo itinerario e per il quale il Comune si avvia alla rescissione del contratto dopo mesi d’inattività da parte dell’impresa appaltante. Colpa di difficoltà economiche, infinite lungaggini burocratiche, rivendicazioni di ambientalisti e inefficienze strutturali di ogni tipo.

È così da anni, da sempre. E ogni volta che la pioggia trasforma la nostra città in una piscina a cielo aperto, continuiamo a chiederci perché enormi pozzanghere si alternano a tratti in cui l’acqua defluisce, anche se a fatica. Di caditoie, cioè quei fondamentali sistemi di raccolta delle acque piovane, sul territorio della nostra città ce ne sono più di trentamila. Questo è il numero che è venuto fuori da un’analisi dettagliata sulla loro localizzazione e tipologia (bocca di lupo, chiavica, ferro-cemento, griglia) con un lavoro effettuato un paio di anni fa dalla Palermo Ambiente (Ato Pa3) e che fece gridare allo scandalo facendo parlare di “conta tombini”. Alla fine, comunque, questo lavoro ha fornito la mappatura esatta della dislocazione e del loro stato di conservazione (esterna), del sistema di reflusso delle acque piovane. Peraltro oggi, a seguito del contratto di servizio della Palermo Ambiente con il Comune, che prevede oltre i controlli giornalieri da eseguire sulla raccolta dei rifiuti e sullo spazzamento delle strade, anche quelli sulle condizioni delle caditoie, tali precedenti rilevazioni rendono più agevole la localizzazione e il controllo delle stesse. Di tale attività è fornito dettaglio e monito quotidiano all’Amia Essemme, che organizza e attua gli interventi di pulizia.

Questo è il quadro attuale della situazione, ma allora perché, nonostante il controllo (anche se esterno alle caditoie ma continuo) e gli interventi di pulitura (ammesso che siano eseguiti puntualmente) non si ottengono, al momento del bisogno, i risultati dovuti?
 

 
PALERMO - L’assessore comunale alle Opere pubbliche Sergio Rappa è intervenuto su quest’argomento: “La soluzione può arrivare solo con il completamento dei due collettori, ma anche se avessimo immediatamente il denaro per farlo (almeno 60 milioni di euro), occorrerebbero almeno sette anni per completare quello di Sud-est”.
“Cerchiamo quindi – ha aggiunto - di muoverci su due direttrici: quella di ottenere un finanziamento ad hoc dal ministero dell’Ambiente; e quella di attuare soluzioni tampone che devono essere convenute con tutti gli organi interessati (Protezione civile, Amap ecc…)
“Già dai prossimi giorni - ha concluso - incontreremo la ditta che si occupa del secondo collettore, per stabilire se sussistono le condizioni per riprendere i lavori o, una volta e per tutte, rescindere il contratto. Per ultimo stiamo sollevando all’Amia il problema della pulitura costante delle caditoie”.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sergio Rappa
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