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Un Piano transitorio per i rifiuti. Si punta tutto sulla differenziata
di Rosario Battiato

La Giunta regionale ha approvato il programma stralcio, tagliati fuori gli impianti energetici. Cronoprogramma serratissimo: 20 azioni da compiere nel giro di due anni 

Tags: Raccolta Differenziata, Rifiuti



PALERMO – Il Piano regionale di gestione dei rifiuti ancora non c’è, quindi, nelle more della sua adozione, la Regione tampona con un Piano stralcio che dovrà servire a individuare gli “interventi necessari, sul piano gestionale e impiantistico, a sostenere la raccolta differenziata dei rifiuti – si legge in una nota firmata dall’assessore Alberto Pierobon – attraverso l’impiantistica minima necessaria e sufficiente in questa fase di transizione”.
 
La delibera con l’approvazione del Piano stralcio è arrivata in Giunta lo scorso giovedì e adesso sarà inviata alla competente commissione legislativa dell’Ars.
 
I punti fondamentali del provvedimento varato dall’assessorato si possono riassumere in pochi passaggi, anche se il documento è lungo una cinquantina di pagine. Dopo la ricognizione della situazione attuale – impiantistica inadeguata e differenziata che supera di poco il 15% nel 2016 (dati Ispra) – ci sono gli obiettivi da raggiungere nel medio/lungo periodo. Differenziata al 65% entro il 2023, ma niente termovalorizzatori, annullando, in altri termini, quanto avevano delineato i tecnici romani del governo che, all’interno dello Sblocca Italia, avevano previsto una quota di 700 mila tonnellate all’anno di rifiuti da smaltire negli impianti di termovalorizzazione con una differenziata appunto a quota 65%.
 
Il Piano, che contribuirà anche allo sblocco dei fondi Ue da 170 milioni congelati a Bruxelles, prevede inoltre la revisione delle tariffe – la mappatura dei costi di conferimento delle discariche isolana conferma una eccessiva eterogeneità con una tariffa media intorno a 100/120 euro – e l’obiettivo di giungere a una riduzione della Tari.
 
Un passaggio importante riguarda le tempistiche fissata del cronoprogramma che comprendono 20 azioni da realizzare nel giro di due anni. Il primo step è già previsto per i prossimi tre mesi che dovranno essere necessari per realizzare la riforma Ato e rifiuti, incluse le norme di adeguamento alla normativa comunitaria e nazionale. Prevista anche la redazione delle linee guida di indirizzo per la raccolta differenziata e della tariffazione puntuale.
 
Al lavoro, sempre entro il prossimo trimestre, anche per la ridefinizione per provincia del Conai, in relazione alla nuova impiantistica e il piano di riutilizzo delle eccedenze alimentari. Si punta anche sul piano per promuovere l’economia circolare e su un accordo di programma con dipartimento regionale Azienda foreste demaniali, dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e turistico, associazioni dei produttori agricoli e dei produttori di compost.
 
Il doppio del tempo, cioè sei mesi, è stato concesso per l’organizzazione e riorganizzazione della banca dati e catasto rifiuti, mentre un periodo compreso tra un semestre e un anno per l’adeguamento del parco contenitori e mezzi di trasporto per la raccolta differenziata.
 
Altri quattro gli obiettivi da raggiungere entro un anno: formazione e riqualificazione del personale, centri polifunzionali preparazione riutilizzo rifiuti e avvio distretto industriale del riuso, riorganizzazione/realizzazione/rimessa in funzione delle piazzole, centri comunali e sovracomunali, isole ecologiche per le frazioni raccolte separatamente e approvazione del piano regionale per la gestione integrata.
 
Tra un anno e un anno e mezzo si prevede l’avvio della campagna di comunicazione ed educazione ambientale, la generalizzazione della raccolta “porta a porta”, la realizzazione degli impianti per la selezione del secco, degli impianti di compost per i rifiuti organici e di impianti di discarica pubblica nelle nove province (le attuali potrebbero esaurire la capienza entro l’anno). In due anni bisognerà raggiungere l’obiettivo minimo di raccolta differenziata al 35%. Si stabilisce, inoltre, la possibilità del trasporto fuori Sicilia fino a un massimo di 60mila tonnellate al mese di rifiuti urbani non pericolosi.

Articolo pubblicato il 13 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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