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Quotidiano di Sicilia

Siria: attenzione alta su Sigonella
di Redazione

Dall’aeroporto militare del Catanese in tutta la giornata di ieri un decollo e due atterraggi e lo stato di allerta non aumentato. Le dichiarazioni del premier Gentiloni e la storia della base



Un decollo e due atterraggi, uno dei quali di un velivolo militare italiano di rientro da un sorvolo di controllo su migranti sul mare Mediterraneo.
 
Attività sotto la media ieri nell’aeroporto Sigonella, che resta però al centro dell’attenzione per il suo ruolo strategico di ‘portaerei’ nel Mediterraneo in uso a velivoli Usa.
 
Nella base, che è sotto il controllo dell’aviazione militare italiana, lo stato di allerta è rimasto invariato.
 
Ma non lo stato di attenzione esterna dopo l’attacco in Siria. Il governo italiano, col premier Paolo Gentiloni, ha ribadito che "l’Italia non ha partecipato" all’attacco in Siria e che il supporto logistico fornito agli Stati Uniti "non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria".
 
È noto comunque che nei giorni scorsi – per la precisione da martedì passato - aerei spia americani sono decollati dalla base siciliana: si tratta di aerei da ricognizione e intercettazione antisommergibile P-8A Poseidon della Marina statunitense recentemente dislocati a Sigonella, dove sono presenti anche aerei spia pilotati da remoto, i droni Global Hawk.
 
 La base di Sigonella, dove operano aerei della Marina Militare italiana con il compito di controllo dei flussi migratori dai paesi del Nordafrica verso il nostro Paese, ospita la Naval Air Station (Nas) della Marina statunitense, gigantesco ‘‘supermarket’’ mediterraneo per gli approvvigionamenti di Us Navy.
 
La base è una cittadella autosufficiente, con alcune migliaia di militari, che, insieme alle famiglie, formano una comunita’ di circa cinquemila persone.
 
Il personale della Us Navy alloggia sopratutto in residence sparpagliati attorno all’Etna. Sigonella fu la base di appoggio per gli Usa durante la guerra del Golfo con l’ Iraq di Saddam Hussein nel febbraio del 1991.
 
Nel 1995, inoltre, la base fu al centro della crisi Italia-Usa, quando il governo di Bettino Craxi rifiuto’ di consegnare Abbu Abbas e quattro palestinesi, responsabili del dirottamento dell’ ‘‘Achille Lauro’’ e della morte di un suo passeggero, Leo Klinghoffer, ebreo, cittadino Usa.
 
L’aereo egiziano sul quale i palestinesi viaggiavano era stato intercettato in volo da caccia Usa e costretto ad atterrare a Sigonella.
 
 

Articolo pubblicato il 15 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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