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Quotidiano di Sicilia

Sindaci, progettare senza clientelismo
di Carlo Alberto Tregua

Consenso su progetti di sviluppo 



Se anche in Sicilia le elezioni dei 137 sindaci avverranno il 10 giugno, non sappiamo se in quella data vi sarà un nuovo governo in carica. Infatti, si continua a far balenare agli occhi degli italiani lo stallo che è avvenuto in Germania senza governo per sei mesi. Ma l’Italia non è la Germania: chi vuol intendere, intenda.
In ogni caso, vi sarà il responso degli elettori siciliani che dovrebbero essere più attenti a dare il loro consenso, prima facendo gli esami dei sindaci uscenti e dopo facendo gli esami dei candidati con maggiore probabilità di essere eletti, per evitare di mandare a presiedere l’amministrazione chi non ne abbia le capacità.
La prima ipotesi da esperire è più facile perché andare con la mente all’elenco delle cose fatte e non fatte degli ultimi cinque anni è più semplice. Ma questo esame deve essere fatto con attenzione, calma e ponderazione, per evitare di sbagliare e confermare o meno il sindaco uscente.
 
Quanto alla valutazione dei candidati, la questione è più difficile e delicata perché per ciascuno di essi l’elettore non ha la possibilità di fare un esame concreto e compiuto. Non solo. Ma è ancora più difficile disboscare il profluvio di parole e di promesse più o meno roboanti dalla fattibilità della loro attuazione.
Insomma, l’elettore deve distinguere tra la persona seria ed il trombone, per scegliere con cognizione di causa a chi affidare la propria delega.
Pubblichiamo una pagina nella quale sono inseriti quindici punti che constituiscono materia d’esame e che troverete all’interno. Vi consigliamo di leggerla con attenzione e per ognuno di essi, di fare una breve riflessione assegnando un punteggio da zero a dieci. Con meno di cento, il sindaco uscente è insufficiente. Può essere promosso al di sopra di tale soglia.
In linea di massima, però, vi sono aspetti molto importanti che prevalgono sugli altri, relativamente all’attività trascorsa del primo cittadino. Ci riferiamo in particolare, alla sua capacità organizzativa e a quella di aver messo nei posti chiave i dirigenti migliori possibile.
 
Altro punto rilevante cui porre attenzione è la capacità del sindaco di aver attratto finanziamenti per costruire opere pubbliche, per potenziare le infrastrutture del territorio, per far aumentare il numero di chilometri di metropolitane e tranvie di superficie ove vi siano, nonché la capacità di manutenzione del territorio e in particolare strade e verde pubblico.
Vi è poi tutta la batteria dei servizi che devono essere dati al cittadino con tempestività e di buona qualità: da quelli anagrafici a quelli cimiteriali, dall’assistenza sociale a quella degli anziani e dei disabili, nonché la manutenzione degli edifici scolastici di competenza.
I servizi comunali dovrebbero essere tutti digitalizzati, vi sono stati e vi sono ampi finanziamenti in questo campo. Valutare, quindi, se il sindaco uscente ha utilizzato tali somme e a che livello di digitalizzazione sono tutti i servizi, per evitare che i cittadini si rechino presso gli uffici comunali, potendo invece dialogare da casa propria con pc o tablet.
 
Un’altra caratteristica da valutare è la capacità di avere prodotto progetti finanziabili che hanno consentito la realizzazione nonché l’immissione di liquidità nel territorio. Progettare lo sviluppo, le attività economiche, le innovazioni, sostenere le start up, potenziare la ricettività, mettere in circuito tutti i propri beni archeologici e paesaggistici: alcune delle attività che i sindaci avrebbero dovuto fare o che i candidati dovrebbero impegnarsi a fare.
E poi, in un’Isola baciata dalla fortuna come la nostra, i sindaci dovrebbero andare in giro per l’italia, in modo da attrarre il turismo congressuale, portando qui le convention di professionisti, imprenditori, artigiani e compagnia cantando.
Approfittando dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), presieduta in Sicilia da Leoluca Orlando, i sindaci dovrebbero consorziarsi per stilare e programmare un elenco di 365 eventi all’anno (uno al giorno) in modo che a rotazione ogni comune ne abbia uno. Tale elenco andrebbe pubblicizzato a livello nazionale ed internazionale, attrezzando la ricettività in materia adeguata, stendendo tappeti rossi ai turisti di ogni genere in arrivo.

Articolo pubblicato il 17 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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