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Vinitaly: Consorzio Doc Sicilia,in 7 anni è quarta Doc Italia
di Redazione

Rallo, con 60 mln siamo una squadra competitiva nel mercato. Etna Doc, consorzio in crescita. Mannino, i risultati ci gratificano degli sforzi fatti



''Il vino siciliano ha dimostrato grande capacità di mettersi insieme, senza timori per il cambiamento e di essere una squadra competitiva nel mercato globale''.
 
Lo ha detto Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela Vini Doc Sicilia pronto ad accompagnare la vetrina internazionale del World Wine Symposium, che si terrà a Palermo dal 21 al 23 novembre.
 
'Lì parleremo internazionale - ha sottolineato il presidente dell'evento Giuseppe Giunta - e lo faremo coinvolgendo 15 università, dalle più prestigiose in Agraria e Viticoltura, come appunto l'università di Palermo, insieme a Verona, Cattolica di Piacenza e Bolzano e i grandi nomi esteri, da Sonoma in California a Bordeaux in Francia, dalla Cina alla Russia fino al Politecnico di Madrid'
 
Ricco l'impegno consortile, in collaborazione con l'assessore regionale all'Agricoltura Edy Bandiera, nei programmi di Palermo capitale europea della cultura 2018: ''Arte è creatività ed innovazioni, valori che ritroviamo nel nostro modo di fare impresa'' ha detto il direttore del Consorzio di tutela Vini Doc Sicilia Maurizio Lunetta. '
 
'La nostra innovazione vincente è fare rete''. ha aggiunto.
 
''Siamo un Consorzio giovane, nato nel 2012, e cresciamo ogni anno del 10%, forti di un background che negli ultimi anni ha saputo credere nell'associazionismo. I risultati sono più che concreti: stimiamo una produzione di 60 milioni di bottiglie a fine anno. Siamo partiti nel 2011 da zero e ora siamo tra le prime quattro Doc italiane. Quello di fare squadra e guardare al mondo è una scommessa che stiamo vincendo'' ha concluso Lunetta.
 
Intanto il presidente del consorzio Etna Doc Giuseppe Mannino ha tracciato un bilancio di questo Vinitaly: "Per la prima volta ci siamo presentati alla kermesse veronese in maniera compatta e coesa. E i risultati ci gratificano degli sforzi fatti".
 
"C'è tantissimo interesse per le nostre produzioni - prosegue Mannino - Meno stranieri, più italiani che hanno voluto conoscere la storia del nostro territorio e assaggiare i nostri vini, soprattutto gli spumanti, vera novità di quest'anno".
 
A Verona c'era un'intera area dedicata al mondo del vino etneo, tra Carricante e Nerello Mascalese, ed è stata organizzata una degustazione in collaborazione con il giornale online cronachedigusto.it e la Regione siciliana che ha fatto registrare il "tutto esaurito" parecchie settimane prima dell'evento.
 
Al tasting, 16 etichette di altrettanti produttori, che hanno raccontato tutte le "sfumature" di bianco del Vulcano più alto d'Europa, in grado di regalare vini con una spinta acida notevole e una spiccata nota minerale.
 
"Qui si producono vini unici - ha detto Mannino - L'interesse per i bianchi è cresciuto come mai prima d'ora. Tanto che i produttori esauriscono le scorte prima della nuova vendemmia. E la stragrande maggioranza di nuovi impianti sono a Carricante. Ora si sta cercando di capire la loro capacità di resistenza. Siamo ancora agli inizi e ne sapremo di più nei prossimi anni".

Articolo pubblicato il 17 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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