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Prezzi dell'energia, in Sicilia restano i più cari del Paese
di Rosario Battiato

L’Enea ha analizzato il IV trimestre 2017: nell’Isola miglioramenti, ma tariffe ancora ampiamente superiori. Bene l’apporto dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, ma la scarsa competitività penalizza 

Tags: Energia, Sicilia



PALERMO – Consumi in aumento ed emissioni di CO2 in calo. Il bilancio energetico nazionale del 2017 si racchiude in questi due passaggi evidenziati nella lunga nota dell’Enea che ha redatto e pubblicato nelle scorse settimane l’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano che contiene e analizza i dati del quarto trimestre del 2017 e realizza un consuntivo dell’intero anno scorso. Per la Sicilia permangono le criticità relative al più elevato prezzo zonale dell’energia che si ripercuote sull’intero sistema nazionale.
 
I numeri dicono che, lo scorso anno, i consumi finali di energia hanno avuto segno positivo di 1,3 punti percentuali, abbastanza in linea, spiegano dall’Enea, con la crescita del Pil (+1,5%). La buona notizia è che le emissioni di CO2 sono state in calo di mezzo punto percentuale, grazie soprattutto al “contributo – si legge sulla nota – di settori come la generazione elettrica (-5%) e i trasporti (-2,2%)”. Da registrare anche “nuovi massimi storici per le rinnovabili sul totale dei consumi elettrici”, con eolico e solare che hanno raggiunto il picco del 70% su base oraria (17 aprile 2017) e l’insieme delle Fer (Fonti energetiche rinnovabili) dell’87% (21 maggio).
 
In crescita anche l’aumento dei consumi di gas naturale (+6%, dopo il +5% del 2016), una fonte energetica che “resta saldamente in testa nel mix con una quota del 36,5% e registra prezzi in calo per tutte le fasce di consumo, in controtendenza rispetto agli altri Paesi Ue”. Ancora in contrazione il petrolio (al di sotto del 34% nel mix), con consumi in riduzione del 10% rispetto a un decennio fa, e anche il carbone che per il secondo anno di fila registra un -12%, dopo il -10% del 2016.
 
Il focus sulle rinnovabile è abbastanza positivo: raggiunta quota del 19% nel mix energetico, con una crescita “dell’8% delle fonti “intermittenti” (eolico e solare) che compensa il forte calo dell’idroelettrico (-14%)”. L’Italia resta al di sopra del target Ue del 17% rispetto alla quota di energia verde sui consumi finali, mentre “l’obiettivo del 28% al 2030 – scrivono gli esperti dell’Agenzia – sembra più difficile da raggiungere”.
Ancora da lavorare per quanto riguarda i prezzi dell’energia che in Italia restano mediamente al massimo tra i Paesi Ue. Lo scorso anno sono stati stimati comunque in leggero calo, fino al “2% nella fascia di consumo medio-alta”, con una parte determinante relativa alla “riduzione degli oneri di sistema che ha compensato il rialzo dei prezzi all’ingrosso”.
 
La Sicilia, grazie alla interconnessione con la Calabria (elettrodotto Sorgente-Rizziconi), ha registrato diversi miglioramenti sul fronte dei prezzi zonali, ma restano ancora delle criticità da risolvere. Per l’Enea, infatti, un dato di rilievo del 2017 è che “il prezzo zonale della zona Sicilia è tornato ad essere ampiamente superiore a quello delle altre zone (61 €/MWh il prezzo medio, +7 €/MWh rispetto al PUN), con picchi in particolare nelle ore serali, quando il ruolo della generazione termoelettrica è dominante”.
 
Pur essendo “una caratteristica del mercato italiano che era andata scomparendo con il rafforzamento dell’interconnessione tra Sicilia e continente”, oggi la causa dei maggiori prezzi è “riconducibile in primo luogo alla minore competizione presente in questa zona di mercato, insieme all’ancora non completo funzionamento dell’interconnessione tra Sicilia e continente”. Da sottolineare che in questa zona di mercato la “percentuale di ore in cui i cicli combinati a gas risultano marginali è decisamente più elevata che nelle altre zone”.

Articolo pubblicato il 20 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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