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Quotidiano di Sicilia

La strada del biodiesel è lastricata con euro
di Rosario Battiato

Dal 1991, un’industria trapanese crede nella realizzazione di bioetanolo. Ecoil investe 33 mln su Priolo, produzione al via nel 2011

Tags: Biocarburanti, Energia



PALERMO – Una Sicilia in rinnovamento che crede nelle potenzialità dell’industria verde. La società romana  Ecoil ha previsto un investimento di circa 33 milioni di euro per un impianto di produzione di biodiesel che a pieno regime raggiungerà una capacità di produzione di 200.000 mila tonnellate annue.
Un’altra isola felice si trova a Trapani, dove l’Industria Mediterranea Alcolici dal lontano 1991 produce bioetanolo, unico esempio in Italia di utilizzo come carburante. L’obiettivo è di creare una filiera energetica a chilometri zero, attualmente le materie prime arrivano per il 20% dall’Italia e per l’80% dal Brasile, infatti negli ultimi tre anni si stano sperimentando colture in loco. La ribalta tuttavia è arrivata solo lo scorso dicembre, anche in virtù della centralità che il dibattito sulle riduzioni di inquinanti sta avendo nel nostro paese, visto che il bioetanolo va a costituire l’elemento ecologico delle benzine, che viene venduto alle compagnie petrolifere.
Attualmente a livello nazionale l’immissione al consumo è di 202.035 tonnellate ed una produzione di 469.707 tonnellate a fronte di una capacità produttiva di 1.916.890. Il fatturato, seppur di poco, cresce dal 2006 al 2007, secondo i dati dell’Unione Produttori di Biocarburanti, passando 545.238.909 euro a 559.409.164 euro. Va un po’ meglio al biodiesel, immissioni in consumo a 468.197 tonnellate nel 2008, a fronte di una capacità produttiva di 2.457.194 tonnellate al 2009, e un fatturato che è raddoppiato tra 2007 e 2008 passando da quota 559.409.164 euro a 1.215.967.300 euro. Il numero di dipendenti è stato di 672 unità nel 2008 mentre le importazioni sono state di 219.000 tonnellate.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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