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Fotovoltaico spento nelle scuole catanesi, impianti da 1,1 mln € ancora inutilizzati
di Rosario Battiato

Energia. Le fonti alternative stentano a decollare.
Elettricità e risparmio. L’obiettivo era quello di produrre autonomamente nelle scuole l’energia e abbattere i costi in bolletta. Tra 28 mila e 30 mila kwh la capacità prevista ogni anno.
L’immissione in rete. Il percorso si è bloccato al momento di immettere in rete l’elettricità “pulita” attraverso il conto energia e l’adeguamento dei contatori negli istituti scolastici.

Tags: Energia, Fotovoltaico, Scuola



CATANIA – Gli impianti per l’energia rinnovabile che installiamo oggi promettono un futuro radioso senza emissioni inquinanti. Tuttavia se all’installazione non segue il funzionamento dell’impianto ci troviamo semplicemente di fronte all’ennesimo caso di spreco di denaro pubblico. Dal 2008 esistono otto impianti fotovoltaici, installati in altrettante scuole della provincia di Catania, che non sono mai entrati in funzione. La costruzione degli impianti rientra in un bando POR Sicilia 2000-2006 Asse 1 misura 1.17 “Diversificazione della Produzione Energetica” vinto dalla Provincia Regionale di Catania che ha permesso la copertura del 50% del costo degli impianti. Adesso dalla Provincia assicurano che nei prossimi mesi tutto sarà risolto, ma procediamo con ordine.

La programmazione e la realizzazione degli impianti fotovoltaici, ottenuta dalla Provincia grazie alla partecipazione al bando POR Sicilia 2000 – 20006, è stata ultimata nel 2008 in otto scuole della provincia di Catania: IPSIA “Dalla Chiesa” di Caltagirone, Istituto “Ferraris” di Acireale, Liceo Classico “Verga” di Adrano, Liceo Scientifico “Galilei” di Catania, Istituto “De Nicola” di San Giovanni La Punta, I.TAER. “Ferrarin” di Catania, IPSIA “Fermi” di Catania e l’Istituto “Colajanni” di Riposto. Ogni singolo impianto è costato 140mila euro, di cui il 50% finanziato dal progetto POR, per un totale di 1 milione e 120mila euro per otto impianti. I pannelli fotovoltaici, di potenza installata pari a 20 kWp, avrebbero dovuto produrre dai 28mila ai 30mila kilowattora all’anno. Il progetto della Provincia risiedeva nella possibilità di ammortizzare l’investimento in quanto gli impianti, attraverso un contatore Enel, sarebbero stati collegati alla rete elettrica ed avrebbero così permesso la cumulabilità dei benefici che derivano dalle tariffe del Nuovo Conto Energia. “Contiamo di rientrare – ha spiegato Giuseppe Patti, referente tecnico-scientifico della Provincia Regionale di Catania – nel giro di poco tempo dall’investimento e di stare in anticipo su tutte le altre province isolane nella valorizzazione dell’energia rinnovabile”. Fin qui tutto chiaro. I problemi iniziano a sorgere quando finiti i lavori, più di un anno fa secondo alcuni dirigenti scolastici intervistati, gli impianti di fatto non sono mai entrati in funzione.

“In qualità di dirigente scolastico – ha dichiarato Patrizia Magnasco, dirigente scolastico dell’Itis Ferraris di Acireale – ho sollecitato più volte la Provincia perché potremmo usufruire di un impianto in grado di fruttare molto”. I dirigenti scolastici lamentano il blocco del funzionamento e la tristezza di non poter sfruttare la potenzialità di impianti che sono provvisti e attrezzati di tutto punto. “C’è stato un probabile disguido – ha dichiarato Patti – perché il preventivo che l’Enel aveva predisposto per le scuole, visto che i dirigenti scolastici sono i titolari del conto energia, in realtà sembra non essere mai giunto a destinazione”.
Sostanzialmente il preventivo del famoso contatore che avrebbe dovuto permettere l’allaccio alla rete, con i conseguenti benefici del conto, doveva essere girato dall’Enel agli Istituti per l’accettazione. Proprio qui si blocca il meccanismo. I preventivi non arrivano in tutte le scuole o non partono per questioni tecniche, e quindi il dispositivo che doveva essere ben oliato si rivela un effetto domino che fa crollare momentaneamente il tutto. Adesso, viste le nuove deliberazioni in materia di energia dell’Autorità competente, i preventivi dovranno essere rimodulati dall’Enel e riconsegnati nuovamente agli Istituti per la definitiva accettazione. La situazione sembra però parzialmente sbloccarsi e dalla Provincia assicurano che presto si partirà, ma bisogna fare in fretta perché è come se si fossero congelati 1 milione e 120mila euro sui tetti delle nostre scuole più i benefici del conto energia. “Abbiamo ripreso contatti con le scuole – ha concluso il dirigente provinciale – anche per il progetto Non spezziamo l’arcobaleno, un corso di sensibilizzazione alle rinnovabili per gli studenti delle scuole dove presto partiranno gli impianti”.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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