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Regione: Musumeci, lavoriamo alla riforma della finanza locale
di Redazione

Il Governatore lancia l'allarme: "continuando di questo passo, gli enti locali in Sicilia, Comuni e Province, non avranno più futuro: non possiamo più garantire neppure i servizi essenziali". Cresciuti i disabili gravissimi, "Sono troppi e per questo avvieremo indagini su furbizie, imboscati e fannulloni"



"Oggi inizia al Parlamento regionale il dibattito sulla finanziaria, l'appuntamento più importante di ogni ente locale. Ed è la prima finanziaria del mio governo, che ha dovuto fare i conti con una realtà assai difficile. Ma stiamo lavorando per una riforma della finanza locale perché, continuando di questo passo, gli enti locali in Sicilia, comuni e province, non avranno più futuro. Non possiamo più garantire neppure i servizi essenziali".
 
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci durante una sua visita ufficiale a Gravina di Catania, che negli anni Ottanta lo vide giovanissimo consigliere comunale tra le fila del Msi-Dn.
 
"La Regione - ha aggiunto - ogni anno paga 1 miliardo e 350 milioni di euro allo Stato per ripianare la finanza pubblica. Invece di ricevere risorse noi siamo costretti a dissanguarci per finanziare lo Stato. E nel frattempo alcune entrate, che lo Statuto contempla dal 1947, continuano ancora ad essere negate. Abbiamo un indebitamento di 8 miliardi e mezzo. Non riusciamo a chiudere neppure il bilancio ordinario e, se non fosse per i fondi extra regionali, non avremmo neppure la possibilità di investire nelle opere pubbliche".
 
"Per fortuna - ha proseguito il governatore - i fondi extra bilancio ce lo consentono. Abbiamo 6 miliardi da spendere ma non abbiamo trovato un progetto e stiamo quindi lavorando per redigerli e mettere le imprese nelle condizioni di costruire strade e scuole".
 
"L'altro giorno - ha continuato Musumeci - abbiamo presentato un bando per 272 milioni di euro solo per l'edilizia scolastica, dalla materna alle superiori. I principali progetti ai quali dobbiamo lavorare sono la viabilità, la riqualificazione dei centri storici e l'edilizia scolastica. Poi c'è il problema degli anziani, avvertito anche a Gravina perché la popolazione cresce sempre di più".
 
"Nei prossimi 10 anni - ha aggiunto - la Sicilia sarà la regione con il più alto numero di anziani oltre i 65 anni e chi governa ha il dovere di garantire, assicurare o facilitare una vecchiaia in serenità. Tutto questo pone un problema serio di programmazione e di risorse finanziarie".
 
"Abbiamo scoperto - ha detto - che in Sicilia ci sono 12.000 disabili gravissimi. Lo scorso anno se ne conoscevano appena 2500, il che ha comportato uno stanziamento di 220 milioni di euro. Sono troppi e per questo avvieremo indagini su furbizie, imboscati e fannulloni".
 
Musumeci ha concluso il suo intervento ricordando agli amministratori gravinesi che "la politica non è una professione ma va fatta con professionalità e rispetto per l'avversario. Essere eletti non è il punto di arrivo ma di partenza".

Articolo pubblicato il 23 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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